Tav, Expo e Grandi Opere: arrestato Ercole Incalza

16 Marzo 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Nuove tangenti e nuovi arresti. E un “nuovo” grande scandalo tutto italiano. Stamattina i Carabinieri del Ros hanno arrestato quattro persone, sulla scia di un’inchiesta che è stata coordinata dalla procura di Firenze sugli appalti della Tav, dell’Expo e di altre opere pubbliche.

Tra gli arrestati figura il nome di Ercole Incalza, dirigente del ministero dei lavori pubblici dal 2001 al gennaio 2015, e attuale direttore della Struttura tecnica di missione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti che coordina la task force sulla Tav Torino-Lione. Gli altri tre sono gli imprenditori
Stefano Perotti, Francesco Cavallo e Sandro Pacella, quest’ultimo anche collaboratore di Incalza.

Le accuse sono turbativa d’asta, corruzione, induzione indebita e altri delitti contro la PA. Gli inquirenti parlano di un “articolato sistema corruttivo”, ovvero di un giro di tangenti che coinvolgeva le aziende che si aggiudicavano gli appalti, quelle che eseguivano i lavori: al centro, i dirigenti pubblici cioè un giro di tangenti che coinvolgeva i dirigenti pubblici, le aziende che si aggiudicavano gli appalti e quelle che eseguivano i lavori. Ma tra gli indagati ci sarebbero anche alcuni politici.

“E’ l’ennesima conferma di come le cosiddette Grandi Opere in Italia hanno solo portato corruzione, infiltrazioni mafiose, sprechi e distruzione dell’ambiente. La miglior risposta del Parlamento a questo ennesimo scandalo deve essere l’immediata approvazione della nuova legge anti-corruzione ferma da 2 anni in questo Parlamento”, ha detto Andrea Cioffi, capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato definendo Incalza “il dirigente bipartisan alle Grandi Opere dei governi berlusconiani e del Pd degli ultimi 20 anni”.