Tassa rifiuti meno cara in tutta Italia? Sarebbe possibile

24 Luglio 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Agrigento sul podio delle città più care in Italia per quanto riguarda la Tari, la tassa sui rifiuti. Nel capoluogo siciliano si pagano ben 474 euro di tassa contro i 149 di Belluno. A stilare la classifica la Uil Servizio Politiche Territoriali secondo cui nel 2017 il peso della tassa sui rifiuti sulle tasche degli italiani scende leggermente rispetto al 2016, passando dai 300 ai 295 euro di media di esborso.

La ricerca ha analizzato la spesa di una famiglia di quattro persone con una casa di circa 80 metri quadri e un reddito Isee di 17812 euro. In quattro anni la tassa è aumentata dell’1,1 per cento. Tra le grandi città a Roma si è registrato in 4 anni un calo del 4,7% passando da 322,86 a 307,75, mentre a Milano un lieve aumento dello 0,5%. A Palermo invece si registra il calo più consistente del 10,9% passando così a 273,76 euro dai 307,40 di 4 anni fa.  La tariffa più bassa è a Bologna dove si spendono in media 228,50 euro, mentre la più alta è a Reggio Calabria con 460,64.

Una fotografia variegata dell’Italia alle prese con la Tari quella che ci regala la Uil e che mette in luce realtà completamente diverse, con città dove si paga poco e città dove si paga sempre di più.

Ma come allineare queste realtà e far sì che tutti paghino allo stesso modo? La ricetta la offre Carlo Lottieri su Il Giornale e si basa sul libero mercato e la concorrenza.

“Se anche gli altri servizi pubblici (sanità, previdenza, istruzione ecc.) fossero finanziati localmente e in maniera tanto differenziata, le realtà meno efficienti sarebbero costrette a cambiare e tutti famiglie e imprese sarebbero indotti a spostarsi dove la qualità è migliore e i costi più bassi“.