Tares: nuova tassa rifuti costerà 2 miliardi in più

17 Gennaio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Compromesso in Senato sulla Tares: l’entrata in vigore della tassa non slitta a luglio, come chiesto dalla commissione Ambiente, ma slitta a luglio il pagamento della prima rata , fissato ad aprile. L’aula approva il nuovo emendamento, mentre il governo si rimette all’Aula.

In mattinata la commissione Bilancio del Senato aveva bocciato lo slittamento a luglio 2013 dell’avvio della Tares dando parere contrario all’emendamento d’Alì al dl rifiuti approvato dalla commissione Ambiente. Per la commissione non c’è copertura finanziaria per poter rinviare la tassa.

CGIA, SENZA MODIFICHE COSTERA’ 2 MLD IN PIU’ – Se l’impianto della norma che introduce la Tares non verrà modificato, la nuova tassa sui rifiuti costerà complessivmente quasi 2 miliardi di euro in più delle precedenti Tarsu e Tia L’allarme è rilanciato dalla Cgia di Mestre, secondo le cui stime l’aggravio medio per le famiglie sarà nell’ordine del 29%.

Più precisamente, stima la Cgia, l’aumento sarà di 1,9 miliardi di euro rispetto alle vecchie Tarsu e Tia, per garantire un gettito complessivo allo Stato di almeno 8 miliardi.

“E’ inaccettabile – afferma il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi – subire aumenti di questo tipo, quando negli ultimi 5 anni di crisi economica la produzione dei rifiuti urbani è diminuita del 5% e l’incidenza della raccolta differenziata, che ha consentito una forte riduzione dei costi di smaltimento, è aumentata del 30,5%”.

Se non vi saranno modifiche, sottolinea la Cgia, questi saranno gli effetti economici della Tares sulle singole unità immobiliari: su un capannone di 1.200 mq l’aggravio sarà di 1.133 euro (+22,7%); su un negozio di 70 mq l’asporto dei rifiuti costerà 98 euro in più (+19,7%); su una abitazione civile di 114 mq l’applicazione della Tares comporterà un aumento di spesa di 73 euro (+29,1%). (ANSA)