Taglio tasse lavoro e una sola Camera: la “ricetta” dei saggi

12 Aprile 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – “Si propone di prevedere che le leggi di revisione costituzionale possano sempre essere sottoposte a referendum popolare confermativo”. E’ quanto si legge nella relazione finale del gruppo di lavoro dei ‘saggi’ dedicato alle riforme istituzionali.

“Quel che trasmetto è, credo, un testimone concreto e significativo” per il nuovo presidente della Repubblica. Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha congedato stamane i due gruppi di esperti che ha scelto di riunire al Quirinale per offrire spunti concreti alle forze politiche per uscire dallo stallo. Un lavoro che Napolitano ha difeso nel merito e nel metodo, sottolineando che non ha “interferito” in alcun modo né con l’attività del Parlamento né con le decisioni delle forze politiche.

“Le due relazioni – ha ribadito – faranno parte delle mie consegne al nuovo presidente della Repubblica“.

LEGGI I DUE DOCUMENTI SU

RIFORME ISTITUZIONALI

RELAZIONE ECONOMIA

Sul lavoro il tema cruciale resta la disoccupazione: “Destinare qualunque sopravvenienza finanziaria possa manifestarsi nei prossimi mesi alla priorità dell`emergenza lavoro e del sostegno alle persone in grave difficoltà economica, nella forma di un alleggerimento dell`imposizione diretta sul lavoro, a partire dai giovani e dalle fasce di reddito più basso, e del sostegno alle famiglie più povere”. E’ la raccomandazione formulata dal gruppo di lavoro nella parte dedicata all’agenda economica e sociale.

Sulle istituzioni la parte piu’ interessante riguarda il passaggio a un mono cameralismo politico e la formazione di un Senato delle Regioni. “L`attuale modello di bicameralismo paritario e simmetrico” rappresenta “una delle cause delle difficoltà di funzionamento del nostro sistema istituzionale” e dunque la proposta è quella di dare vita a “una sola Camera politica ed una seconda Camera rappresentativa delle autonomie regionali (Senato delle Regioni)”. Lo si legge nel documento dedicato alle riforme istituzionali.

Il capo del Quirinale, ormai giunto a fine mandato, ha inoltre sottolineato “il senso e il limite del compito” che è stato assolto “con la giusta attenzione a non interferire né con l’attività del Parlamento né con le decisioni che spettano alle forze politiche”.

Viene, invece, presentata “una selezione delle questioni di maggior rilievo da affrontare, un elenco ragionato di possibili linee di azione, lasciando alle forze politiche l’apprezzamento dei margini di convergenza e di divergenza su proposte da considerare ai fini di un impegno di governo”. (TMNews)