T-Voice: le elezioni Usa dai Social: il sentiment aiuta a capire il futuro dell’America (Parte II)

2 Novembre 2020, di Redazione Wall Street Italia

Sentiment: Democratici 52,9%, Repubblicani 47,2%. Probabilità di vittoria: Democratici 67,8%, Repubblicani 15,8%.

Wall Street Italia, in collaborazione con T-Voice ha cercato di capire cosa pensano gli americani sull’esito delle prossime elezioni Usa presidenziali che si terranno il 3 novembre in relazione al sentiment misurato sui social network nel mese di ottobre. Clicca qui per leggere l’analisi sui dati di settembre.

T-Voice si occupa di opinion mining, sentiment analysis e topic discovery e sfrutta algoritmi di artificial intelligence supervisionati con l’obiettivo di offrire una panoramica precisa di opinioni e sentimenti condivisi tramite web e social network.

Introduzione

Mancano ormai poche ore alle elezioni: gli americani contano le ore impazienti di andare alle urne per votare il futuro Presidente degli Stati Uniti d’America. Sui giornali, in televisione e sui social il dibattito è sempre più acceso. Infatti, manca davvero poco per scoprire se la Casa Bianca ospiterà un nuovo inquilino, ovvero il candidato Democratico Joe Biden, o se invece ospiterà ancora l’attuale Presidente Repubblicano Donald Trump.
Il mondo dei social network è uno dei palcoscenici più interessanti per cercare di capire e di prevedere la scelta che il popolo americano sarà chiamato a fare il 3 Novembre prossimo.
Infatti, milioni di persone esprimono ogni giorno i propri consensi e dissensi in modo del tutto spontaneo e ciò fa dei social una fonte dati immensa dalla quale è possibile estrarre le molteplici opinioni e utilizzarle per sondare il sentiment dell’elettorato americano, il quale è un valido strumento che aiuta a capire e anticipare i risultati delle prossime elezioni.

I dati

A differenza dei classici sondaggi elettorali, i quali producono stime di voto sulla base di poche migliaia di interviste, l’analisi dei dati testuali presenti sui social consente di avere a disposizione un gran numero di pareri e giudizi espressi. Infatti, per le analisi del sentiment condotte durante il mese di Ottobre 2020 sono stati estratti e analizzati tramite algoritmi di intelligenza artificiale più di 4 milioni di tweet in lingua inglese riguardanti le elezioni americane, contenenti le opinioni di oltre 930 mila utenti unici.

L’interesse nel tema mostra un trend in costante aumento, con dei picchi di discussione (legati ad esempio alla malattia del Presidente Trump e ai testa a testa televisivi tra i due candidati). Inoltre, il campione analizzato è ben rappresentativo del genere in quanto il 52% dei pareri sono stati espressi dalla popolazione maschile e il 48% da quella femminile.

Il sentiment elettorale degli americani

Gli algoritmi di intelligenza artificiale ci permettono di analizzare le opinioni espresse all’interno dei post e dei testi presenti sul web e sui social network. Tramite essi sono stati analizzati i tweet riguardanti le elezioni americane riferiti al mese di settembre con l’obiettivo di estrarre il sentiment dell’elettorato americano.
Tramite un approccio supervisionato sono stati codificati i tweet classificandoli tra coloro che esprimono un parere favorevole a Biden oppure a Trump ed è stato eliminato il “rumore” di fondo (ovvero quei post che non esprimono direttamente un giudizio).
In questo modo è stato possibile ottenere una stima giornaliera del sentiment per ciascuno dei 51 Stati Americani.

 

I risultati ottenuti a livello statale sono stati poi aggregati, ripesando opportunamente per il numero di testi giornaliero di ogni Stato, al fine di ottenere le stime del sentiment a livello di macro-area (Northeast, South, West e Midwest) e a livello nazionale.
I valori mostrano come, per il mese di Ottobre, i Democratici godano di un sentiment più elevato in molti Stati (specialmente quelli di maggior peso a livello elettorale) e siano in vantaggio in tutte le macro-aree statunitensi. A livello nazionale le percentuali individuano come favorito Joe Biden con un sentiment pari al 52,9%, distaccando di quasi 6 punti percentuali l’attuale Presidente Donald Trump.

Joe Biden risulta essere il candidato più apprezzato in ben 25 Stati. Cinque in meno sono invece gli Stati “rossi”, ovvero quelli in cui la preferenza è in favore di Donald Trump. I restanti 6 Stati sono da considerarsi incerti in quanto il distacco tra i due candidati è inferiore al 2% in termini di sentiment espresso.
Rispetto all’analisi sul mese precedente, i democratici hanno “conquistato” 3 Stati ulteriori. Tuttavia, il mese di Ottobre fa registrare una netta ripresa nel sentiment dei cittadini americani nei confronti del Presidente Trump.
I Repubblicani, infatti, hanno visto crescere i loro consensi passando da una maggioranza di sentiment in solo 7 Stati a ben 20, strappando molti degli Stati che erano incerti.
L’incertezza dunque cala drasticamente rispetto al mese di Settembre, in cui si registravano pareri dubbi in oltre 20 Stati.

In particolare, tra gli Stati che mostrano una netta preferenza nei confronti di Biden troviamo New York, Delaware e Massachusetts (oltre ai sempre saldi Washington, Colorado e California) che raggiungono un sentiment superiore al 55%. Invece, tra quelli in cui il parere è favorevole ai Repubblicani troviamo in particolare Hawaii, Alabama, Nebraska e South Carolina, con una percentuale di sentiment anch’essi superiore al 55%.

In generale, i risultati di Ottobre mostrano un rafforzamento delle preferenze nei confronti di entrambi gli sfidanti: sia la preferenza democratica che quella repubblicana risultano avere ora spesso margini rilevanti in molti Stati, con scarti che superano il 10% in molti Stati. Cospicuo in tal senso è stato il recupero del sentiment repubblicano nei confronti di quello democratico, portando a una drastica riduzione dell’incertezza.
Ora ogni macro-area presenta chiare preferenze tra i due partiti: Midwest, Northeast e West propendono verso una preferenza Democratica, mentre il South mostra una forte presenza Repubblicana.

Particolarmente forte è la preferenza Democratica nei territori del Northeast, dove risiedono gli Stati con margine più elevato. Altrettanto marcata è la preferenza nei territori del South per la fazione Repubblicana, nonostante sia anche la macro-area con il maggior numero di Stati incerti.

Risulta essere comunque basso il livello di incertezza in molti territori. Rispetto al mese scorso, gli Stati centrali del Midwest, molti Stati del South e il Northeast non mostrano più un alto livello di incertezza (aree dove emerge colore il grigio nella mappa). Ora i cittadini americani propendono in modo più o meno netto per l’uno o per l’altro candidato.

Il trend delle opinioni

La mappa del Sentiment Trend offre la possibilità di analizzare come si è evoluto il livello di sentiment durante il mese di ottobre sia a livello nazionale che in ciascuno Stato.
A livello nazionale, il partito Repubblicano è stato spesso inferiore in termini di sentiment espresso. Inoltre, dal 10 ottobre in poi il sorpasso dei Democratici è stato pressoché costante.
Le preferenze nei confronti di Joe Biden non solo si sono stabilizzate durante la seconda metà di questo mese, ma si sono anche rafforzate, allontanandosi sempre più dalla fascia di incertezza del 2%.

L’incertezza presente nel trend di molti Stati durante gli ultimi 10 dieci giorni di settembre ha subito un’evoluzione nel mese di ottobre. In molti casi, durante quest’ultimo mese le differenze in termini di preferenze espresse sui social tra i due partiti si sono rafforzate.
Inoltre, mentre lo scorso mese, le linee blu erano quasi sempre al di sopra di quelle rosse (indice di una preferenza Democratica), ora si notano anche molte preferenze per i Repubblicani, con molti Stati che hanno un trend che rispecchia una preferenza marcata per uno dei due candidati.

Le probabilità di vittoria

Le preferenze espresse sui social e sintetizzate tramite l’indicatore del sentiment per ciascuno Stato americano possono essere sfruttate per calcolare la probabilità di vittoria del partito Democratico e di quello Repubblicano.
Infatti, tramite l’attribuzione del sentiment a ciascuno Stato è stato possibile ricavare le proporzioni degli elettori ottenuti giornalmente da entrambe le parti a livello sia di macro-area che nazionale.
Inoltre, la soglia del 2% sul margine di sentiment permette di stimare anche il livello di incertezza per ciascun giorno.

I trend delle probabilità di vittoria dei due candidati sono pressoché opposti: mentre i Democratici hanno visto crescere la loro chance of winning fino ad attestarsi ben oltre il 50% (67,8% al 31 Ottobre), per i Repubblicani le chance di vittoria si sono ormai ridotte al 15,8%.
Inoltre, mentre il mese di settembre era ancora molto influenzato da un elevato livello di incertezza, che per buona parte è stato superiore al 30%, il mese di ottobre registra un trend decrescente del grado di incertezza, con un livello medio inferiore al 10%. Ciò rassicura il candidato democratico che, a pochi giorni dalle urne, sembra ormai avere il popolo americano dalla sua parte.
Lo stesso è riscontrabile anche a livello di macro-aree del territorio americano. Le curve di probabilità di vittoria dei democratici giungono sempre al di sopra della soglia del 50% mentre dall’altro lato i Repubblicani vedono ridursi sempre più le loro chance.

Nonostante le preferenze nei confronti del Presidente Trump siano cresciute e si siano solidificate durante il mese di ottobre, a livello di elettori i Repubblicani risultano sconfitti in tutti gli Stati con maggior peso a livello elettorale. Infatti, anche il territorio del South, in cui i Trump sembra essere in vantaggio in termini di preferenze, tuttavia gli Stati a lui favorevoli hanno un peso relativamente ridotto (ad esempio le Hawaii che hanno un sentiment estremamente elevato nei confronti dell’attuale Presidente).
Al contrario, i Democratici sembrano essere stati in grado di ottenere la preferenza nella maggior parte di quegli Stati che hanno un grande peso elettorale, quali ad esempio California, New York, Illinois, Pennsylvania e Florida.
Con i livelli di incertezza ormai molto ridotti e un consenso debole negli Stati maggiori in termini elettorali, la rielezione di Trump e del partito Repubblicano sembra ormai essere alquanto improbabile.