Starbucks: vendite frenano, in chiusura 150 caffetterie. Titolo in affanno

20 Giugno 2018, di Mariangela Tessa

Mentre è partito il conto alla rovescia per lo sbarco in Italia, atteso per il prossimo autunno a Milano, Starbucks stringe la cinghia negli Stati Uniti. Il gruppo ha comunicato che nel 2019 chiuderà 150 punti vendita, un numero tre volte superiore alla media delle chiusure annuali.

Una decisione legata al rallentamento delle vendite, che nel trimestre in corso dovrebbero segnare un modesto +1%, ovvero la peggiore performance degli ultimi nove anni.

Anche se alcuni venti contrari sulla domanda sono transitori e alcuni aumenti dei costi sono appropriati investimenti per il futuro, la nostra recente perfomance non riflette il potenziale del marchio e questo non è accettabile’‘ afferma l‘amministratore delegato di Starbucks, Kevin Johnson, sottolineando che la società deve ”muoversi più velocemente per rispondere ai cambiamenti rapidi delle preferenze dei nostri clienti”.

Sono queste alcune indicazioni giunte ieri a mercati americani chiusi da Starbucks, che ha comunicato le sue “priorità strategiche per accelerare la crescita e creare valore nel lungo termine per i suoi soci”. Gli investitori non sembrano essere stati convinti dai piani della catena di caffetterie più grande al mondo, che a giorni si prepara a dire addio al suo architetto, Howard Schultz.

Il titolo ha ceduto fino al 3% nel dopo mercato a Wall Street nonostante Starbucks abbia annunciato un aumento del 20% del dividendo trimestrale (uno da 36 centesimi verrà staccato il 24 agosto). L’azienda ha anche comunicato la distribuzione agli azionisti di 25 miliardi di dollari entro l’anno fiscale 2020 tra cedole e riacquisto di titoli propri, 10 miliardi in più di quanto annunciato lo scorso 2 novembre.

Intanto, non è neppure stato aperto il primo punto vendita, che Starbucks ha già in mente un piano di espansione in Italia. Oltre al primo megastore, che debutterà nel capoluogo milanese, si parla già di cinque nuovi store nel territorio lombardo, tra cui uno all’aeroporto Malpensa.