Starbucks, a Milano locale più grande in Europa. Stupore per ‘caso palme’

28 Febbraio 2017, di Mariangela Tessa

Inizialmente previsto nel 2017, Starbucks farà il suo ingresso ufficiale in Italia il prossimo anno a Milano. La conferma è arrivata dal numero uno Howard Schultz, ieri nel capoluogo lombardo per presentare insieme al sindaco Giuseppe Sala  il suo progetto,  “il più importante del gruppo in questo momento”.

Come ha confermato in un’intervista al Corriere della Sera, “Investiremo diversi milioni di dollari e daremo lavoro a 350 persone. E questo solo a Milano che sarà la cabina di regia dell’arrivo in Italia di Starbucks”.

La sede della Reserve Roastery è, come già si sapeva, nell’ex sede delle Poste in Piazza Cordusio. “Costruiremo una vera fabbrica del caffé e un centro di panificazione con l’alleato italiano Princi. Sarà il negozio più grande d’Europa” ha detto al Corriere specificando che “il negozio di Milano sarà il gioiello della corona. Con il gruppo Percassi abbiamo valutato varie opportunità. Ma quando ho visto l’ex Palazzo delle Poste sono rimasto senza fiato. Ne preserveremo lo stile per dare onore all’artigianalità del caffè e per fare un omaggio alla cultura italiana”.

Nessuna cifra precisa arriva sul fronte degli investimenti anche se Shultz specifica “che circa 100 persone lavoreranno nella Roastery milanese. Complessivamente creeremo 350 posti di lavoro in Italia”.

E al giornalista che gli ha chiesto se si immaginava tanta polemica sulle palme di Piazza del Duomo, sponsorizzate appunto dal gruppo americano, ha risposto:

“pensavamo di offrire qualcosa di bello alla città. Ma ogni mercato può presentare temi diversi. In questo caso Starbucks è finita dentro un problema di tipo politico. Mi dicono però che i milanesi all’inizio criticano ma poi si affezionano”.

Schultz ha parlato anche a a Repubblica sottolineando che l’azienda “quando entra in una città nuova, soprattutto in una interessante e dinamica come Milano, vuole subito farsi benvolere. Starbucks non ha disegnato il giardino, noi siamo semplicemnte sponsor dell’iniziativa. Mi auguro che la gente capisca che volevamo fare soltanto qualcosa di utile per la città”.