Squinzi: “Letta, basta politiche col bilancino”

11 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi chiede al governo di osare di più per rilanciare l’economia. “Non basta più fare politiche con il bilancino, ma serve una scossa potente a cominciare da un taglio drastico del cuneo fiscale”, ha detto rivolgendosi al ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, in occasione del convegno del Centro Studi degli industriali.

“Con i sindacati – ha aggiunto – abbiamo condiviso la profonda preoccupazione di come affrontare l’autunno, per ridare fiducia a imprese e lavoratori. Proponiamo cose urgenti da fare non siamo per il tutto e subito, non crediamo nei miracoli. Ma vogliamo credere nella possibilità di reperire le risorse necessarie a partire dal taglio del cuneo”.

Secondo Squinzi, è proprio “il taglio del cuneo fiscale” la misura che “può innescare immediatamente la ripresa dei consumi e la crescita”. “La legge di stabilità – ha detto ancora chiudendo i lavori del Centro Studi – deve necessariamente prevedere una posta sufficiente in questa direzione”. (TMNews)

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”E’ il cuore della politica di crescita”, dice il Premier al Senato. Il presidente di Confindustria, Squinzi, ha chiesto ”4-5 mld subito per ridurre il cuneo fiscale”. Con il piano di azione l’Italia ”ha assunto impegni netti per tagliare il costo del lavoro, che confermo qui”, anche in vista della legge di stabilita’. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Enrico Letta nel corso dell’informativa in Aula del Senato sul G20.

Letta ha ribadito che il taglio del costo del lavoro ”e’ il cuore della politica di crescita”, rispondendo cosi’ indirettamente al presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che in mattinata aveva chiesto ”almeno 4-5 miliardi di euro subito” nella legge di stabilita’ proprio per la riduzione del cuneo fiscale, in quanto ”per intercettare la ripresa economica servono segnali immediati” e ”per passare alla messa in pratica di una visione bisogna mettere sul piatto un minimo di investimenti”.

Al Senato, il premier Letta ha anche ricordato che ”a San Pietroburgo abbiamo avuto la conferma che, pur tra tanta fatica, l’economia mondiale sta uscendo dalla crisi”. ”Per la prima volta dal 2008 non si e’ discusso di salvataggi ma ci si e’ confrontati su sviluppo, lavoro, crescita. L’Italia e’ stata promossa per i risultati raggiunti, c’e’ stato un grande riconoscimento, e’ stato un grande risultato” ha sottolineato. (ASCA)

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Letta: stabilità, giù tasse sul lavoro

Letta vuole andare avanti. Con il “Piano d’azione l’Italia ha assunto impegni netti per tagliare il costo del lavoro che confermo qui”, dice il presidente del Consiglio parlando al Senato. “E’ il cuore della politica della crescita”,nota indicando il prossimo esame del ddl di Stabilità. Insiste sulla necessità di garantire la stabilità del governo. Avverte: Il “riconoscimento” che l’Italia ha ottenuto dal G20 “lo possiamo rovinare in un attimo”. L’instabilità,nota,può costare un miliardo in più per i tassi sul debito pubblico.