Sostenibilità, cosa vuol dire? Due voci a confronto (VIDEO)

7 Febbraio 2020, di Alessandro Chiatto

Che cos’è davvero la sostenibilità? Un argomento sicuramente “trendy”, che vede attive molte società finaziarie, che si sono adoperate a lanciare fondi sui temi della sostenibilità. Ma è solo questo o c’è qualcosa di più concreto? Ne abbiamo parlato durante Consulentia20, l’evento organizzato da Anasf.

Un driver di extraperfomance

Il punto di vista di Giancarlo Fonseca, head of distribution Italy di Lombard Odier Investment Managers è molto chiaro: “Per noi la sostenibilità è un driver di extraperformance, ci crediamo fortemente. L’azienda ha orientato tutto il proprio business tramite un processo di transizione molto importante verso la sostenibilità e siamo al momento l’unica società di Wealth Management al mondo certificata da BCorp, la più grande organizzazione di certificazioni di sostenibilità e che collabora con le Nazioni Unite su questo fronte”.

“La transizione verso un modello che inquina di meno richiede investimenti da parte delle aziende per poter cambiare il proprio modello di business e, quindi, come gestori dobbiamo individuare quelle aziende che sono sostenibili prima di tutto da un punto di vista finanziario. Inoltre, c’è un tema di regolamentazione: diversi Paesi in giro per il mondo stanno portando delle norme nuove per il sistema produttivo, che comportano penalizzazioni per chi inquina di più; ci sono i trend dei consumatori, comprano il prodotto valutando il comportamento delle aziende e in qualche modo il consumatore arriva prima dei regulator a definire chi sono i vincitori e i vinti di questo processo”. 

E non è un moda

Il tema della sostenibilità è nel dna anche di Nordea AM: “La nostra società ha origine nei paesi del nord Europa – spiega Fabio Caiani, head of fund distribution Italy della società – da sempre molto sensibili a questi cambiamenti. Non è sicuramente una moda, ma è una cosa in cui crediamo. Nel 2008, quando i mercati finanziari crollavano, noi partivamo con un fondo ESG. Quello che cerchiamo di fare è essere parte attiva nelle scelte delle aziende: individuiamo e definiamo dei rating attraverso il modello interno e anche recarci in loco.