Sono imprenditori e pagano cash, identikit di chi investe nel mattone

20 Giugno 2019, di Mariangela Tessa

Nel 2018 gli acquisti per investimento hanno rappresentato il 18,2% delle compravendite totali delle case, un valore stabile rispetto all’anno precedente. Si è trattato per il 76,2% di acquisti di prima casa e dal 5,6% di compravendite per la casa vacanza. Nella maggior parte dei casi si è trattato di operazioni di acquisto in contanti.

Sono alcuni dati che emergono dall’ultima analisi svolta dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, sulla base delle compravendite effettuate attraverso le agenzie affiliate Tecnocasa e Tecnorete in Italia nel 2018, che mette in evidenza inoltre che nelle grandi città italiane il rendimento annuo lordo si è attestato intorno al 5,0%, in lieve crescita.

Focalizzando l’attenzione su chi ha comprato per mettere a reddito, si registra che il 31,6% degli investitori ha un’età compresa tra 45 e 54 anni, seguito dai soggetti tra 35 e 44 anni (22,6%) e da coloro con un’età compresa tra 55 e 64 anni (21,0%).

Il 76,4% degli investitori sono coppie e coppie con figli, mentre il 23,6% è single (celibi/nubili, separati, divorziati e vedovi). Il lieve diminuzione la percentuale di investitori single rispetto al 2017, si passa infatti dal 25,0% all’attuale 23,6%.

A comprare per investimento sono soprattutto imprenditori, liberi professionisti e impiegati che coprono il 79,4% di questo mercato, a seguire i pensionati con il 10,8%. Nel 2017 queste percentuali si attestavano rispettivamente al 77,7% e al 12,2%.

Buona parte degli acquisti per investimento si conclude senza l’ausilio degli istituti di credito (82,2%), mentre solo il 17,8% degli investitori ricorre al mutuo bancario.

Infine, la tipologia più richiesta da chi vuole mettere a reddito è il bilocale con il 35,1% delle preferenze, a seguire i trilocali (27,8%). Percentuali molto simili si registravano anche nel 2017 quando i bilocali erano scelti dal 35,4% degli investitori ed i trilocali dal 26,7%.