Sofferenze: “primi risultati delle nuove misure non prima del 2018”

9 Maggio 2016, di Alberto Battaglia

I crediti deteriorati delle banche, uno dei principali freni alla ripresa italiana, non potranno essere smaltiti in tempi brevi, nonostante tutte le misure messe a punto da Palazzo Chigi: “Gli interventi normativi effettuati dal Governo stanno andando nella direzione corretta ma i primi effetti si vedranno a partire dai prossimi anni (difficilmente prima del 2018) con risultati importanti sullo stock esistente non prima del 2020”, questa l’analisi di Diego Bortot, managing director debt advisory services di Real estate advisory group.

La questione dei tempi sul recupero delle garanzie, affrontata dal decreto del governo (che introduce nuove modalità in grado di velocizzare tale recupero) impiegherà molto tempo perché possa essere risolta: gli effetti dell’intervento legislativo non saranno, infatti, retroattivi.

Anche in questo caso le aspettative del mercato avevano puntato più in alto: “Nonostante gli importanti interventi messi in atto dal Governo”, aggiunge Bortot, “i tempi di recupero sono ancora decisamente superiori alla media europea. I primi effetti reali degli interventi comincerà a vedersi nei prossimi anni e tuttavia si presume che i risultati saranno ancora lontani dagli standard europei”.

“Sia Atlante Gacs, da soli, non sono sufficienti per affrontare la mole di Npl con garanzia immobiliare”, dice Bortot, intervistato da Monitorimmobiliare, per quanto riguarda il fondo Atlante, com’è noto userà la maggioranza delle sue risorse per coadiuvare gli aumenti di capitale delle banche italiane, ma “le risorse residue a disposizione” del fondo “non sembrano comunque sufficienti per creare una vera svolta sul tema degli npl con garanzia immobiliare”, prosegue l’esperto. Ragione per la quale l’indice di riferimento del settore bancario, il Ftse Italia All-Share Banks Index, ha continuato a perdere quota anche durante l’ultima settimana.

In particolare, “per le sofferenze con garanzia immobiliare servirebbero interventi per facilitare la valorizzazione e riconversione degli immobili, di cui la parte più importante è costituita da capannoni, siti industriali e cantieri”.

Fonte: Monitorimmobiliare