SIRCANA E SOTTILE, ADDIO STATO DI DIRITTO

26 Marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 26 mar – “Dal crollo del sistema politico nel ’92, e con particolare intensità a partire dall’estate del 2005, la pubblicazione di intercettazioni e verbali di interrogatorio è divenuta lo strumento principale delle lotte per il potere in Italia”. E’ quanto si legge nell’editoriale di Left Wing, il settimanale digitale di area riformista, considerato vicino alle posizioni dell’on. Massimo D’Alema. “Se all’origine del caso Sircana vi fosse stata semplicemente la fortuna o la tenacia di un paparazzo, se l’esistenza delle foto fosse stata rivelata da un giornale scandalistico, il problema sarebbe – scrive Left Wing – molto diverso. E forse non sarebbe neanche un problema. Ma questa vicenda non ha nulla a che fare con le dinamiche tradizionali del giornalismo scandalistico”. Secondo il giornale, “l’inchiesta che ha portato alla campagna di stampa contro Sircana è la prosecuzione del procedimento che ha visto prosciolto, dopo avere perso il posto e dopo la pubblica umiliazione, il portavoce di un ex ministro degli Esteri”. L’analogia tra il caso Sircana e il caso Sottile, “sta a monte, o per meglio dire, alla fonte: nel caso delle vallette in visita alla Farnesina, proprio come nel caso Sircana, la domanda centrale è infatti sempre la stessa – e stupisce che lo si debba ricordare a tanti maestri di giornalismo – perché è la prima domanda alla base di qualsiasi inchiesta giornalistica: qual è la fonte della notizia?”. Se la vicenda dell’ex portavoce della Farnesina “fosse emersa da un’inchiesta giornalistica, invece che da un’inchiesta giudiziaria, ci sarebbero stati mille motivi per dedicare al caso decine di articoli e cento editoriali indignati, chiedendo pubblicamente le dimissioni del portavoce. Ma le cose non sono andate così. La rimozione del problema delle fonti comporta il venir meno di qualsiasi filtro giornalistico, quindi il venir meno di ogni controllo di attendibilità e completezza dell’informazione, tracimando nella totale deresponsabilizzazione di una categoria degradata al ruolo di un corriere della spazzatura. Una spazzatura, giova ripetere, accuratamente prodotta, selezionata e assemblata altrove, secondo criteri che nulla hanno a che vedere con l’interesse pubblico dell’informazione e molto hanno invece a che vedere con l’interesse privato degli informatori”. Dinanzi a un simile meccanismo perverso, osserva Left Wing, “solo un eremita che vivesse sin dalla nascita sulla cima di una montagna, senza parenti né amici né conoscenti in vita, potrebbe vantarsi a buon diritto di non avere nulla da nascondere. La verità è che in questi anni in Italia si sono messe in discussione le basi dello stato di diritto”.