Scatta il Freedom Day nel Regno Unito ma è allarme pingdemic

20 Luglio 2021, di Alessandra Caparello

E’ scattato ieri, 19 luglio, il Freedom Day nel Regno Unito ossia la revoca di quasi tutte le restrizioni legate alla pandemia da Covid mentre però si segnala una nuova impennata di contagi.

Il premier Boris Johnson ha inviato la popolazione alla massima cautela nonostante il Freedom Day per l’alta contagiosità della variante Delta del virus e  per incentivare i più giovani a immunizzarsi, ha confermato che dalla fine di settembre sarà obbligatorio avere ricevuto entrambe le dosi per accedere a nightclub e altri luoghi affollati.

“Ci vorranno tre settimane prima che si manifesti l’impatto della revoca delle restrizioni sul coronavirus in Inghilterra, ma è “quasi inevitabile” che le infezioni raggiungeranno i 100.000 casi giornalieri”, come ha affermato al Guardian Neil Ferguson, professore dell’Imperial College e membro del Scientific Advisory Group for Emergencies (Sage), organismo consultivo che assiste il governo di Boris Johnson sull’emergenza Covid.

Il pingdemic preoccupa l’UK

Ma è il fenomeno pingdemic che preoccupa Oltremanica. Diverse attività economiche si sono ritrovate a corto di personale e sono state costrette a ridurre la produttività o addirittura a chiudere. Il tutto per “colpa” della regola che impone l’isolamento di dieci giorni a chiunque sia entrato in contatto con un positivo.
L’applicazione sul cellulare Test and Trace del sistema sanitario nazionale NHS avvisa il soggetto interessato con una notifica e ricevere questo ping significa doversi isolare anche se si è stati vaccinati con test negativo.

Di conseguenza, con l’aumento vertiginoso dei contagi nel Regno Unito sono cresciute anche le persone obbligate a rimanere a casa dal lavoro con effetti disastrosi sulle attività economiche e sui servizi. La situazione per pub, bar e ristoranti è la più drammatica ma anche il settore dell’hospitality è in carenza e molte strutture sono state costrette a chiudere o a ridurre gli orari di apertura.

Anche il premier britannico Boris Johnson è in isolamento in seguito al contatto con il ministro della Salute Sajid Javid risultato positivo al Covid nei giorni scorsi.