Scandalo Danske Bank: anche l’Italia indaga

2 Gennaio 2019, di Alessandra Caparello

Dopo la Danimarca, Estonia, Gran Bretagna e Stati Uniti ora tocca all’Italia. Anche i magistrati milanesi indagano su Danske Bank, la più grande banca danese finita sotto inchiesta per riciclaggio, con bene 234 miliardi di dollari di transazioni sospette transitati nella filiale estone dell’istituto tra il 2007 e il 2015.

Anche l’Italia quindi pone l’attenzione sulla banca danese  e dalla procura di Milano si muovono i sostituti procuratori, Adriano Scudieri ed Elio Ramondini, hanno inviato una rogatoria internazionale alle autorità danesi per capire chi si nasconde dietro i conti aperti nella filiale di Tallin della Danske Bank da quattro società di comodo costituite in Gran Bretagna. I magistrati milanesi in particolare puntano i loro fari in particolare sui circa tre miliardi di dollari provenienti dall’Azerbaijan in favore dell’ex deputato dellUdc Luca Volontè.

Scrive Il Sole 24 Ore che “i soldi sarebbero arrivati al politico italiano attraverso la Danske Bank quando Volontè sedeva nell’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa in cambio – secondo la procura – del sostegno alle posizioni politiche dell’ex repubblica sovietica. Volontè è stato assolto in primo grado dall’accusa di riciclaggio e ora si attende il processo di appello dopo il ricorso presentato dai pm”. Secondo una ricostruzione del quotidiano di Confindustria, basata su documenti giudiziari, cinque le società sotto la lente dei pm milanesi – Metastar Invest, dalla Lcm Alliance, dalla Hilux Services e dalla Polux Management – che hanno ricevuto i 3 miliardi di dollari da altre 24 società attraverso sette banche dell’Azerbaijan, dell’Estonia, della Lettonia, dell’Olanda e del Lussemburgo.

Dopo essere transitati dalla Danske Bank, dalla Ablv Bank e dalla Baltikums Bank, i soldi sospetti sono confluiti in altre 94 società passando dai conti di 36 banche di diversi paesi, dalla Cina a Dubai, dalla Germania a gli Stati Uniti, all’Italia. Banche fino a prova contraria inconsapevoli dell’origine sospetta dei fondi.