Società

Sartoria Rubinacci, l’eleganza senza tempo

Interpretare oggi la terza generazione della storica sartoria Rubinacci, nata a Napoli agli inizi del Novecento e rinomata per aver vestito capi di stato e stelle del cinema, non è una passeggiata. Tuttavia, Luca Rubinacci ne sostiene il peso con naturalezza. Da quando, vent’anni fa, ha assunto la direzione creativa dell’azienda di famiglia, ha rivoluzionato tutto: ha aperto la strada al ready to wear e all’online, trasformando il marchio fondato dal nonno in un brand sinonimo di lusso e buon gusto in tutto il mondo.

Lei rappresenta la terza generazione della sartoria fondata da suo nonno e ha introdotto il ready to wear. Che obiettivi vi siete dati da questa linea?

“Il ready to wear nasce per soddisfare la forte richiesta dei nostri capi da parte dei clienti ed estimatori. Sono capi di alta qualità, con un taglio sartoriale, classico e allo stesso tempo disinvolto e accessibili a tutti. La produzione è interamente made in Naples e grazie a questa collezione siamo presenti anche tra i più giovani che trovano i nostri capi su alcune delle principali piattaforme online come Mytheresa e Mrporter. Per chi vuole incontrarci di persona ricordo che siamo presenti con le nostre boutique a Napoli, Milano e Londra nelle quali è presente un componente della nostra famiglia”.

Le giacche destrutturate adesso spopolano. Come si riconoscono le vostre, quelle inventate da suo nonno Gennaro?

“Tutto ciò che è visibile non è elegante, diceva mio nonno. Noi non siamo riconoscibili perché facciamo giacche dalle misure e forme molto classiche, privilegiando il monocolore. In questo modo creiamo dei modelli senza tempo che durano per tutta la vita. L’uomo è abitudinario nei gusti e quando si trova bene con un capo lo indosserà sempre. Chi compra i nostri prodotti lo fa per accrescere il proprio guardaroba e non per cambiarlo. Per rendere i nostri abiti eterni ci vuole però una certa cura, soprattutto nelle stagioni in cui non vengono indossati”.

Creiamo dei capi senza tempo che durano per tutta la vita. Chi compra i nostri prodotti lo fa per accrescere il proprio guardaroba e non per cambiarlo.

Chi sono i clienti più affezionati e quali sono le loro principali richieste?

“I nostri clienti più affezionati sono sicuramente gli americani anche se non sono quelli che spendono di più in assoluto. Negli ultimi anni abbiamo avuto clienti dal Far East o dal Sud America che hanno fatto degli acquisti molto importanti ma non abbiamo più avuto modo di rivederli. Gli americani invece ci vengono a trovare con una certa frequenza”.

Nel corso degli anni come sono cambiati i gusti e le loro richieste?

“Il gusto del cliente non cambia, cambia piuttosto l’approccio e il mix di determinati capi. In questo momento è tornato di grande attualità il pantalone con un taglio più morbido e il fondo di 24 cm. Non si tratta di una novità perché in passato lo abbiamo sempre fatto ma cambia il modo di portarlo magari abbinandolo a delle sneakers per renderlo meno formale”.

Quali sono i vostri ulteriori piani di espansione dopo la bolla del lusso in Cina?

“Abbiamo chiuso il 2024 con un fatturato di 8 milioni di euro, grazie soprattutto agli 800 abiti che realizziamo su misura. Non siamo esposti alle mode del momento e pertanto per i prossimi esercizi prevediamo una crescita in linea con quella messa a segno negli ultimi anni grazie anche ai numeri che otteniamo con il ready to wear”.

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero luglio-agosto 2025 del magazine Wall Street Italia. Clicca qui per abbonarti.