Fonte: getty
Il mercato italiano del risparmio gestito in Italia supera un nuovo traguardo psicologico: a fine settembre il patrimonio complessivo si porta a 2.600 miliardi di euro, nuovo massimo storico oltre i 2.594 miliardi toccati nel dicembre 2021. A sostenere l’avanzata è una raccolta particolarmente robusta: 14,2 miliardi di euro nel trimestre, ben al di sopra dei 10,6 miliardi stimati dai dati mensili. A fotografare lo scenario è la Mappa Trimestrale relativa al periodo compre tra luglio e settembre di Assogestioni, l’associazione italiana delle società di gestione del risparmio, presentata nel video-talk The Big Picture su FR|Vision.
Alessandro Rota, direttore dell’Ufficio Studi, sottolinea:
“In termini di raccolta, il terzo è stato il trimestre migliore dell’anno, con i dati definitivi che portano gli afflussi del 2025 sopra i 30 mld euro totali. Inoltre, tra giugno e settembre il patrimonio è stato sostenuto da una performance particolarmente brillante dei mercati azionari, con un effetto mercato pari a +2%”.
Fondi aperti oltre 1.327 miliardi: effect perfomance +2,5%
La spinta dei mercati ha favorito anche i fondi aperti, categoria centrale per il pubblico retail. Rota puntualizza infatti che “nell’ultimo trimestre, le masse dei fondi aperti – la categoria di prodotto all’interno della quale è più importante la presenza delle famiglie italiane, ovvero circa 11 milioni di risparmiatori in base al nostro ultimo Osservatorio Sottoscrittori – sono cresciute per l’effetto combinato di due spinte positive. Da una parte abbiamo una raccolta netta di circa 7 miliardi di euro e dall’altra un effetto performance complessivamente pari al 2,5%, che da solo vale circa 32 miliardi di euro”. A fine settembre il patrimonio dei fondi aperti raggiunge così 1.327 miliardi di euro.
Torna a correre il “made in Italy”
Allargando lo sguardo alle diverse tipologie di fondi, emerge il contributo positivo dei prodotti di diritto italiano e dei cosiddetti round trip, che operano dall’estero ma sotto regia italiana. Rota evidenzia che “osserviamo che i fondi italiani, insieme ai fondi round trip – quelli istituiti all’estero, ma gestiti da case prodotto italiane – hanno entrambi raccolto circa 3 miliardi di euro, confermando un buon momento. Il dato conferma il continuo interesse in particolare per i fondi a scadenza. Anche i fondi crossborder mettono a segno una raccolta positiva, dopo il negativo messo a segno nel secondo trimestre dell’anno”.
Obbligazionari protagonisti: +6,3 miliardi nel trimestre
A livello settoriale, le preferenze degli investitori restano concentrate sulla componente obbligazionaria. Tra giugno e settembre la categoria registra 6,3 miliardi di euro di afflussi, portando il saldo da inizio anno a +18,8 miliardi.
“L’analisi per asset class fa emergere la forte e importante raccolta dei fondi obbligazionari, spinti in particolare dal buon successo di pubblico dei fondi a scadenza proposti soprattutto dalle case prodotto italiane, all’interno delle quali ormai raggiungono un peso di circa il 25-30%”, commenta ancora Rota.
Gestite istituzionali, private e fondi chiusi
Il terzo trimestre vede un miglioramento anche sul fronte delle gestioni di portafoglio e dei fondi chiusi. In particolare, Rota segnala 1,65 miliardi raccolti presso clientela upper affluent e private, +1,6 miliardi confluiti nei fondi chiusi e 4 miliardi nelle gestioni istituzionali.
Il quadro complessivo conferma una fase decisamente favorevole per l’industria: il patrimonio cresce, la raccolta accelera, e il mix tra performance e afflussi contribuisce a consolidare una traiettoria positiva che dura ormai da tre trimestri consecutivi.