Risparmio gestito: l’analisi di Rosti (Vanguard) sul rapporto Esma relativo ai costi dei fondi

20 Aprile 2020, di Redazione Wall Street Italia

Simone Rosti, Responsabile di Vanguard per l’Italia, commenta il rapporto ESMA dedicato ai costi e alle performance di fondi di investimento europei e il parere di ESMA sulla possibile estensione del modello RDR all’Unione Europea.

L’Esma (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati) è recentemente intervenuta sulle questioni relative alle retrocessioni nell’ambito della distribuzione di prodotti finanziari e ai costi dei fondi comuni di investimento.

Nella relazione finale contenente i suoi pareri alla Commissione Europea, l’Esma ha evidenziato come l’estensione del modello Rdr all’Unione Europea, il complesso di norme che vieta ai consulenti finanziari britannici il percepimento delle commissioni di incentivo legate al collocamento dei prodotti di investimento, sia una via difficilmente percorribile, in quanto il modello non tiene conto delle specifiche realtà nazionali.

Non crediamo che il parere dell’Esma fermerà comunque la marcia verso modelli di consulenza a parcella e di crescita delle gestioni patrimoniali in Italia, aspetto che riteniamo positivo.
La mission di Vanguard è garantire a tutti gli investitori le migliori possibilità di successo negli investimenti. Per questo sosteniamo apertamente la rimozione dei conflitti di interesse nella distribuzione e crediamo che il divieto per gli intermediari di ricevere e trattenere retrocessioni porti a una maggiore trasparenza sui costi, a un ampliamento dell’offerta di prodotti e allo sviluppo della concorrenza.

L’Esma è intervenuta anche sui costi e sulle performance dei fondi di investimento distribuiti agli investitori retail nell’Unione Europea con la pubblicazione del suo secondo rapporto statistico annuale.

Il rapporto ha evidenziato come nel 2018 le performance dei fondi non abbia superato lo 0,2%, contro l’8,3% del 2017, sottolineando invece come i costi, rimasti sostanzialmente stabili e diminuiti marginalmente (l’1,5% annuo del 2018 contro l’1,6 del 2017), stiano impattando fortemente sui rendimenti finali, con particolare riferimento ai fondi a gestione attiva. Sebbene questi fondi abbiano infatti registrato una sovraperformance lorda rispetto ai fondi passivi e agli ETF, la differenza non è stata sufficientemente elevata da compensare i maggiori costi addebitati da loro addebitati.
Nel dettaglio, i costi sono stati superiori all’1,5% nel caso dei fondi azionari attivi, mentre si sono attestati in media intorno allo 0,6% per i fondi passivi e gli ETF.

Gli investitori devono essere consapevoli del fatto che non è vera l’equazione in base alla quale pagando di più si ottiene di più. Il confronto tra gestione attiva e passiva, infatti, è stato sempre incentrato sul confronto tra le performance dei fondi attivi e di quelli passivi. Vanguard sostiene da sempre che il vero confronto tra i due tipi di gestione debba essere spostato su un altro piano: quello dei costi.

Il costo è infatti l’unico elemento che gli investitori possono controllare, a differenza delle condizioni dei mercati finanziari. I bassi costi, in particolare, si traducono in una minore erosione dei rendimenti, specie nel lungo periodo. Vanguard è favorevole anche a una maggiore divulgazione dei costi e degli oneri derivanti dalla MiFID II e all’importanza che gli investitori comprendano l’impatto dei costi sui rendimenti netti.
In particolare, nell’ambito della rendicontazione ex-ante, crediamo che i dati dovrebbero essere forniti in maniera semplice e in forma disaggregata (a livello di singolo prodotto) e aggregata (a livello di portafoglio).

Le case prodotto dovrebbero fornire all’investitore un preventivo dei costi e degli oneri per l’investimento scelto, nonché un grafico per confrontare tali costi con quelli di altri prodotti simili. Nella rendicontazione ex-post, pensiamo che la presentazione dei costi in forma dettagliata e particolareggiata (prodotto per prodotto, ISIN per ISIN) possa aiutare gli investitori a comprendere meglio il costo totale dell’investimento e, implicitamente, il vero ritorno netto dell’investimento.