Tre mosse per ricalibrare il risparmio nel dopo-Covid

29 Dicembre 2020, di Alberto Battaglia

Se dovessimo osservare dall’alto gli effetti della pandemia sul risparmio degli italiani vedremmo soprattutto il seguente dato: secondo l’Abi, la liquidità sui conti correnti è aumentata dell’8% su base annua, portandosi a 1.682 miliardi di euro. Benché il risparmio si sia sicuramente ridotto per quegli italiani che hanno perso il lavoro o che hanno subito un calo di fatturato per le proprie attività autonome, il principale effetto dei lockdown, a livello complessivo, è stato quello di “incentivare” il risparmio. Minori infatti sono state le opportunità di spesa e maggiori i rischi (a partire da quelli per la salute) e le incertezze sul futuro.

Difficile insomma, elaborare un “recovery plan” che sia valido sia per chi ha potuto risparmiare sia per chi ha dovuto attingere alle proprie riserve di liquidità.

“Per quelle persone le cui vite sono rimaste relativamente inalterate, abbiamo lavorato per reintegrare i fondi di emergenza e saldare i debiti ad elevato interesse”, ha raccontato a The Street la pianificatrice finanziaria certificata Dana Menard (Twin Cities Wealth Strategies), “mentre per coloro che sono stati licenziati, li stiamo aiutando a cogliere le opportunità da tutti i programmi governativi cui abbiano diritto”.

Risparmio, tre consigli per il 2021

Ecco alcuni suggerimenti che possono rivelarsi utili per i risparmiatori, indipendentemente dal fatto che siano stati danneggiati economicamente dal Covid-19.

  1. Rivedere il budget. Avendo alle spalle un anno particolare, è probabile che il profilo delle spese sostenute nel 2020 non saranno molto indicative di quanto accadrà nel 2021. “Abbiamo speso di meno in benzina e intrattenimento, ma di più in generi alimentari e bollette”, ha affermato il consulente Jovan Johnson (Piece of Wealth Planning). Con i modelli di spesa cambieranno di nuovo, ha aggiunto, con la possibilità che si sia tentati di spendere di più. “Assicurarsi, dunque, di riallocare le categorie di spesa”: se inizi a spendere di più in viaggi, benzina e ristoranti, sarà buona norma ridimensionare le uscite sui generi alimentari, le utility e l’intrattenimento a casa.
    Per impostare una strategia, si può fare riferimento a un modello come il 50/30/20, che rappresenta le percentuali da dedicare rispettivamente a bisogni, desideri, e pagamento di interessi/risparmio.
  2. Mettere a frutto i risparmi. Se ci si trova nella fortunata categoria di chi è riuscito ad accumulare risparmio aggiuntivo quest’anno, Johnson suggerisce di prendere in considerazione l’utilizzo di forme di investimento che possano massimizzarne i ritorni. Ad esempio i conti deposito, che permettono di accedere ad interessi superiori al normale conto corrente (che attualmente non rende). Oppure, se si tratta di somme aggiuntive che non si prevede di spendere nel breve termine, si può considerare l’investimento sui mercati azionari, ha affermato il consulente.
  3. Prepararsi alla prossima emergenza. Nel caso in cui il 2020 abbia messo alla prova la tenuta dei conti famigliari, il 2021 dovrebbe essere l’anno in cui si procede a rimpinguare il proprio fondo di emergenza.
    In generale gli italiani recepiscono con facilità quest’esigenza rispetto alle controparti statunitensi, avendo una netta propensione al risparmio in liquidità. Secondo il consulente certificato Dan Herron (Elemental Wealth Advisors) la fase di attuale incertezza giustificherebbe un ampliamento delle dotazioni del fondo di emergenza. Anche se per molti è un obiettivo inaccessibile, Herron suggerirebbe un risparmio in liquidità pari a un anno di spese (contro il suggerimento standard che si aggira intorno ai sei mesi).
    Quella della pandemia può essere vista come “un’opportunità per passare in rassegna eventuali debolezze” nella propria capacità di reagire agli imprevisti, ha affermato Herron.