Risparmi senza interessi: la fotografia di un dramma

3 Marzo 2021, di Leopoldo Gasbarro

L’ultimo report dell’Abi – l’associazione bancaria italiana – nel suo Monthly Outlook di Febbraio fotografia una situazione del Paese sempre più anomala sul fronte dei risparmi e degli investimenti.
Gli italiani continuano a fare sacrifici (spendono meno e mettono da parte) ma rendono sempre meno produttivo il loro sacrificio rendendo praticamente improduttivo e senza crescita il frutto del loro sacrificio.
E’ come se un contadino, dopo aver messo da parte tanti semi per i suoi campi, si dimenticasse o – per meglio dire – per paura decidesse di non seminarli facendoli marcire in un sacco invece che trasformarli in nuove piante e nuovi frutti. Infatti, come riporta il documento di Abi:

“In Italia a gennaio 2021 in aumento la dinamica annua della raccolta bancaria dalla clientela; positivo il trend dei depositi, negativo quello delle obbligazioni. In dettaglio, i depositi in conto corrente hanno registrato, a gennaio 2021, una variazione tendenziale pari a +11,6%, con un aumento in valore assoluto su base annua di circa 181 miliardi di euro, portando l’ammontare dei depositi a 1.744 miliardi (vedi tabella che segue).

 

La variazione annua delle obbligazioni è stata negativa e pari al -9,5%. L’ammontare delle obbligazioni è risultato pari a circa 215 miliardi di euro.

Insomma gli italiani continuano a gonfiare i saldi dei conti correnti cresciuti di 181 miliardi negli ultimi 12 mesi alimentati non solo da nuovo risparmio ma anche dalle continue dismissioni di obbligazioni, (per 23 miliardi) e di altri servizi finanziari precedentemente sottoscritti. Infatti i titoli depositati in custodia presso le banche italiane sono scesi di:

“-34,6 miliardi rispetto ad un anno fa a circa 1.108 miliardi di euro a dicembre 2020 “.

Nonostante nell’ultimo anno siano saliti molto i mercati azionari, mondiali ed americani “gli italiani hanno privilegiato i fondi monetari saliti dal 3,2% al 3,4%”.

Servizi praticamente senza rendimento e capaci di garantire solo di costi di gestione che finiscono per annacquare ancor più il rendimento. Tutto questo deriva dal fatto che i livelli di fiducia nel Paese restano sempre molto bassi come riportato sempre nel report.

Ci vorrebbe un cambio di rotta repentino. Il trend continua ad andare in un’unica direzione: quello della distruzione di valore. Senza interessi, senza crescita, i risparmi, frutto di mille sacrifici, rischiano di generare perdite che gli italiani, con il Paese così indebitato, non si possono permettere di mettere in conto. Ne va del futuro nostro e dei nostri figli, più di quanto non faranno i Recovery Fund.