Ripresa Italia slitta al 2014

11 Dicembre 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – L’Italia è ancora in recessione e l’appuntamento con la ripresa economica è rinviato al 2014. Ma il recupero, che partirà nell’ultimo trimestre del 2013, sarà debole e lento.

A prevederlo è il Centro Studi di Confindustria che – negli ultimi Scenari Economici – ha rivisto nettamente al ribasso la stima del Pil nel 2013: calerà del 1,1% contro il -0,6% previsto a settembre. Migliorano lievemente, invece, le stime per il 2012 con il Pil in calo del 2,1% (dal -2,4%). Solo nel 2014 il Pil tornerà positivo (0,6%).

Il Paese è in recessione, per il sesto trimestre consecutivo. “È la seconda contrazione dell`economia in cinque anni, cioè dall`inizio della crisi. Meno intensa e più lunga della prima, l`attuale – osserva il Csc – è caratterizzata dalla forte caduta della domanda interna. Appare in via di esaurimento”. Il Csc prevede che la contrazione dell`economia continui ancora per tutta la prima metà del 2013, ma “a ritmi attenuati”, lasciando il posto a “una debole ripresa a partire dalla fine dell`anno prossimo”.

Nel complesso, rispetto alle stime elaborate a settembre, la recessione durerà un trimestre in più ma “la perdita di prodotto – spiegano gli economisti di viale dell`Astronomia – non risulterà cumulativamente maggiore, per via di un profilo che è risultato smussato dai dati della scorsa estate”.

I progressi nella seconda parte dell`anno prossimo saranno favoriti da “politiche di bilancio meno restrittive in Italia e gran parte d`Europa, dall`accelerazione del commercio globale, dal dispiegarsi e dall`accentuarsi dell`espansione monetaria dalla tendenza alla stabilizzazione della crisi dei debiti sovrani dell`Eurozona, che allenterà le tensioni finanziarie, e da un parziale rimbalzo di alcune componenti della domanda interna”.

Tutto ciò contribuirà a far risalire la fiducia, innescando una “lenta ripresa, più evidente nel 2014”.

Secondo gli ultimi dati Istat la poverta’ della popolazione italiana salira’ ancora. Nel terzo trimestre 2012, per il complesso dell’industria e dei servizi, le retribuzioni lorde per unità di lavoro equivalenti a tempo pieno (Ula), al netto della cassa integrazione guadagni (cig), crescono su base mensile dello 0,6%.

La crescita rispetto al terzo trimestre del 2011, misurata sull’indice grezzo, è pari al 2,1% mentre nei primi nove mesi del 2012 l’indice grezzo è risultato superiore dell’1,7% rispetto allo stesso periodo del 2011.

Il rischio di povertà ed esclusione sociale aumenterà ancora e i dati del 2012 saranno peggiori di quelli, diffusi ieri dall’Istat, relativi al 2011. Ad anticiparlo è il presidente dell’Istituto di Statistica, Enrico Giovannini, ospite in diretta a ‘L’Economia Prima di Tutto’ su Radio1 Rai. (TMNews)