Ricchezza finanziaria, nonostante crisi nuovo record a $250 trilioni

10 Giugno 2021, di Mariangela Tessa

Nonostante la crisi economica causata dal COVID-19, nel 2020 la ricchezza finanziaria globale è salita al record di $ 250 trilioni di  dollari, con un aumento annuo dell’8,3%. Questo grazie alla forte performance del mercato azionario e al picco nei risparmi, che hanno alimentato un boom della ricchezza.

Lo afferma il consueto rapporto di Boston Consulting Group, intitolato Global Wealth 2021, che misura le ricchezze per classi di individui. Lo studio, rivela, dunque, che la prosperità e la ricchezza globali sono cresciute durante la crisi e probabilmente continueranno ad espandersi in modo significativo nei prossimi cinque anni, in linea con la ripresa economica emergente.

Dal punto di vista geografico, America (9%) e Asia (11%) continuano a trainare la crescita ricchezza totale. Segue l’Europa (4%) mentre l’Italia si ferma al 2%.

Mentre l’analisi per classi di individui mostra invece la parte del leone la fanno gli individui con ricchezze finanziare sopra il milione di dollari (detengono il 45% della ricchezza totale) cui si aggiungono i miliardari con un 7%.

Più aumenta la ricchezza più diminuiscono gli individui. In Italia per fare un esempio quelli con ricchezze oltre il milione sono 400mila individui cui fanno capo patrimoni per 1,3 trilioni di dollari pari al 39% di tutta la ricchezza del Paese ma il 47% della ricchezza finanziaria è nelle mani di chi ha risorse investite fino a 250mila dollari.

Gestori: due mercati da tenere d’occhio

Nel rapporto, BCG identifica due mercati interessanti per i gestori patrimoniali. Il primo è costituito da individui con esigenze di investimento semplici e ricchezza finanziaria tra $ 100.000 e $ 3 milioni. Questo segmento comprende 331 milioni di persone in tutto il mondo, con capitale di 59 trilioni di dollari da investire.

Anna Zakrzewski, amministratore delegato e partner di BCG, leader globale del segmento di gestione patrimoniale dell’azienda e coautrice del rapporto, ha affermato:

“I gestori spesso sottovalutano quelli nel segmento delle esigenze semplici, proponendo  una serie standardizzata di prodotti, il cui risultato è  spesso un’esperienza cliente scadente. Si tratta di un’occasione mancata. Per servire meglio questo segmento chiave, i gestori patrimoniali devono adottare un nuovo approccio che consenta loro di raggiungere un pubblico più ampio in modo conveniente e scalabile, ma con un’offerta altamente personalizzata”.

Il secondo mercato è quello dei pensionati, una delle fasce demografiche in più rapida crescita al mondo. Molti sono sottoserviti e influenzati negativamente dal “gap consultivo” che prevale durante la fase di pensionamento della vita. Oggi, le persone con più di 65 anni possiedono 29,3 trilioni di dollari in attività finanziarie accessibili ai gestori patrimoniali. Questa cifra crescerà a un tasso annuo vicino al 7% nei prossimi cinque anni, consentendo ai consulenti a livello globale di puntare a quasi 41,1 trilioni di dollari di ricchezza finanziaria entro il 2025.