Ricavi: le banche commerciali piangono, le reti sorridono

19 Settembre 2022, di Mariangela Tessa

12 miliardi di euro. A tanto ammontano i ricavi che le banche commerciali italiane hanno visto andare in fumo tra il 2007 e il 2021 a causa della lunga stagione di tassi a zero (o addirittura negativi). Ma anche per le diverse crisi economiche che si sono succedute in questo arco temporale e hanno messo al tappeto l’economia italiana.

È quanto emerge da una ricerca di Excellence Consulting, che ha messo sotto la lente i bilanci delle prime sei banche commerciali italiane (Intesa Sanpaolo, Unicredit, BancoBpm, Bper, Mps e Crédit Agricole, a cui si aggiungono i dati delle ormai ex Ubi, Veneto Banca, Popolare di Vicenza e Creval) e delle prime sei banche reti (Fideuram, Mediolanum, Fineco, Banca Generali, Allianz, Azimut) tra il 2007 e il 2021.

Banche e reti a confronto

Entrando nel dettaglio dei dati, tra il 2027 e il 2021, il margine d’intermediazione delle banche commerciali, che comprende le voci dei ricavi da interessi e da commissione, ha segnato un calo passando dai 59 miliardi di euro del 2007 ai 47 miliardi del 2021, bruciando appunto 12 miliardi. Un trend che ha seguito di pari passo la sforbiciata del margine di interesse, sceso da 38 a 25 miliardi. La situazione dovrebbe migliorare nel breve termine: il cambio di approccio della Bce, che ha iniziato a ritoccare al rialzo i tassi, dovrebbe sulla carta ridare ossigeno a questa fonte di ricavi.

Mariangela Tessa | Wall Street Italia

Le reti battono le banche commerciali

Quello che appare certo è che nel ridare slancio ai ricavi delle banche, un ruolo chiave è svolto dai ricavi dalle commissioni da gestioni individuali e collettive, le commissioni sugli investimenti, i ricavi derivanti dalla vendita di prodotti e servizi assicurativi.  Un trend positivo si era già visto negli ultimi anni: i ricavi addizionali da commissioni, negli ultimi quindici anni, sono saliti di un miliardo (dai 21,2 del 2007 a 22,1 nel 2021). Il che porta la voce commissionale al 47% dei ricavi totali contro il 36% di quasi 15 anni prima. Tra le banche che hanno fatto meglio nello sviluppo di ricavi da commissioni nette vanno spiccano Intesa Sanpaolo, Bper e Credit Agricole.

In questo contesto, non stupisce dunque che le banche costruite sulle reti di consulenti, orientate alla gestione del risparmio più che al prestito, abbiano continuato ad aumentare in modo costante i ricavi. Tra il 2007 e il 2021 i ricavi totali sono quasi triplicati (da 2,1 miliardi del 2007 a 5,7 miliardi nel 2021), con le commissioni nette che hanno registrato una crescita di oltre 3 miliardi (da 1,6 miliardi a 4,7 miliardi nel 2021).

Mariangela Tessa | Wall Street Italia