Renaissance Project: quando l’alta moda diventa sostenibile

15 Luglio 2020, di Redazione Wall Street Italia

Nasce a Parigi il primo progetto di “upcycling couture” che coniuga rispetto per l’ambiente e attenzione sociale

A cura di Francesca Gastaldi

Il tema della sostenibilità nell’ambito della moda è ormai molto sentito. Non è un caso che lo scorso anno un gruppo di aziende leader del settore abbia siglato il Fashion Pact con l’impegno di raggiungere una serie di importanti obiettivi condivisi a tutela dell’ambiente.

Ed è proprio da queste stesse premesse che nasce Renaissance Project, associazione no profit fondata lo scorso settembre a Villejuif, comune nella periferia di Parigi, con l’intento di mostrare un nuovo modo, più sostenibile, di vivere e pensare l’industria della moda di lusso.

Scopo del progetto è quello di regalare una nuova vita agli abiti di prêt-à-porter e alta moda, destinati a giacere nel guardaroba dei loro proprietari.  Non un semplice riciclo ma una vera e propria opera di “upcycling couture”: i capi, donati da privati che vengono poi nominati ambasciatori e ambasciatrici del brand Renaissance, sono il punto di partenza di un processo creativo che parte da una meticolosa decostruzione dell’abito per arrivare alla realizzazione di un modello unico ed esclusivo, capace di evocare la storia e il fascino dell’originale.

“Renaissance è un progetto ambizioso che fornisce una risposta originale e creativa alle sfide ambientali e sociali del nostro tempo”, ha dichiarato Pascal Morand, presidente esecutivo della La Fédération Française de la Couture e sostenitore dell’associazione.

Il desiderio di contrastare lo spreco e l’eccessivo consumo nell’ambito della moda si sposa in Renaissance Project anche con un nobile intento sociale: per la realizzazione degli abiti il progetto coinvolge persone con fragilità sociali – madri single, rifugiati, disabili –  così da poter offrire loro, anche attraverso specifici corsi di formazione, una possibilità lavorativa.

L’associazione no profit ha scommesso sui quartieri della periferia parigina, dove il problema  della disoccupazione è particolarmente urgente, dando a molte persone la possibilità di integrarsi dal punto di vista sociale oltre che di imparare a esprimere i propri talenti attraverso un percorso specializzato. Sostenuta tra gli altri dall’agenzia francese per l’ambiente e il controllo energia (ADEME), il gruppo KÉRING e  il Ministero di Cultura, l’associazione ha come presidente e direttore creativo Philippe Guillet, che tra le sue collaborazioni annovera nomi importanti dell’alta moda, da Jean Paul Gaultier a Karl Lagerfeld.

La prima sfilata di upcycling firmata Renaissance Project è stata presentata lo scorso 3 febbraio a Parigi presso l’Institut du Monde Arabe, segnando una svolta importante nel modo di concepire l’industria dell’haute couture.