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Mettere da parte denaro per la pensione è una sfida molto ardua, considerando anche i tempi attuali fatti di inflazione alta e costo della vita sempre più salato. Per aiutarsi si possono utilizzare però delle regole messe a punto dagli economisti per determinare quanto del proprio portafoglio investire in azioni e quanto in strumenti più sicuri. Tra queste troviamo la regola del “120 meno la tua età”.
Come funziona la regola del 120 meno la tua età
La regola del 120 meno la tua età prevede di calcola la quota di portafoglio da destinare alle azioni sottraendo la propria età da 120, mentre la parte restante viene indirizzata verso obbligazioni o strumenti meno rischiosi. In questo modo, un trentenne avrebbe un’esposizione azionaria pari al 90%, mentre un settantenne si fermerebbe intorno al 50%. Una regola semplice, intuitiva, ma forse fin troppo schematica.
Il problema principale è che questo metodo prende in considerazione solo l’età, trascurando fattori decisivi come l’andamento dei mercati, gli obiettivi di reddito e la reale tolleranza al rischio di ciascun investitore. Come sottolinea Melissa Caro, consulente finanziaria e fondatrice di My Retirement Network, queste formule funzionavano meglio quando i rendimenti obbligazionari erano più stabili e i percorsi professionali più lineari. Oggi, invece, lo scenario è molto più complesso e un approccio “taglia unica” rischia di rivelarsi inadeguato.
La nascita del “120 meno te”
Da qui l’aggiornamento: la regola del “120 meno te”. Tale formula non si limita a sottrarre l’età, ma tiene conto anche dei comportamenti e delle emozioni che possono compromettere un piano di lungo periodo. Paura nei momenti di volatilità, euforia nei periodi di rialzo o la tendenza a vendere nei momenti peggiori possono essere fattori determinanti. In fondo, non conta solo quanto rischio si possa sopportare in teoria, ma quanto si riesca a gestirlo nella pratica.
Il peso del comportamento negli investimenti
Numerosi studi dimostrano come le decisioni emotive possano erodere i rendimenti. Molti investitori entrano sul mercato dopo i rialzi, finendo per comprare a prezzi alti e vendere a prezzi bassi. Altri si muovono troppo spesso, cedendo i titoli vincenti e trattenendo quelli in perdita. “Il fatto che un modello indichi l’80% in azioni non significa che tu sia davvero in grado di sopportarlo”, avverte Bill Shafransky di Moneco Advisors.
Personalizzare la strategia è la vera chiave. Come spiega Nathan Sebesta di Access Wealth Strategies, l’obiettivo non è trovare l’allocazione perfetta, ma quella che si riesce davvero a mantenere anche quando i mercati mettono alla prova i nervi. La regola del “120 meno te” non è un calcolo matematico rigido, ma un invito a mettere al centro se stessi nella pianificazione della pensione. Non si tratta soltanto di massimizzare i rendimenti, ma di costruire un portafoglio che consenta di restare fedeli al proprio piano e, soprattutto, di dormire sonni tranquilli.