Ray Dalio: “Denaro contante non è un posto sicuro in questo momento”

1 Dicembre 2021, di Alessandra Caparello

La volatilità è la parola d’ordine che caratterizza i mercati in questo momento storico in cui poco ancora si sa della nuova variante del Covid, detta Omicron.

Ma nonostante tutto, Ray Dalio dice che il contante non è un posto sicuro in questo momento. Il numero uno di Bridgewater Associates è rimasto fedele alla sua convinzione che il contante non è il posto dove stare adesso nonostante la volatilità dei mercati innescata dalla nuova variante Covid omicron.

Contante non è la scelta giusta

“Il contante non è un investimento sicuro, non è un posto sicuro perché sarà tassato dall’inflazione”, ha detto il fondatore del più grande hedge fund del mondo parlando alla CNBC.

Nei momenti turbolenti come quello che stiamo vivendo in questo momento, è importante avere un portafoglio sicuro e ben bilanciato.

“Si può ridurre il rischio senza ridurre i rendimenti. Non fate market-time. Anche se tu fossi un grande market timer, le cose che stanno accadendo possono cambiare il mondo, quindi cambia ciò che potrebbe essere prezzato nel mercato”.

Così ha precisato Ray Dalio. Venerdì scorso, nel giorno del Black Friday, i mercati sono stati scossi dalla notizia della scoperta di un nuovo ceppo di Coronavirus identificato per la prima volta in Sud Africa e l’Organizzazione Mondiale della Sanità lo ha etichettato come “variante fonte di preoccupazione”. Il Dow Jones è scivolato di 900 punti venerdì, subendo la sua peggiore giornata dall’ottobre 2020. Per far fronte alla crisi economica scaturita dallo scoppio della pandemia lo scorso marzo 2020, governi e banche centrali hanno lanciato massicce misure di stimolo fiscale e monetario ma, l’eccesso di offerta di denaro nel sistema potrebbe creare alcuni problemi economici e politici, ha detto Dalio.

“Non si può aumentare il tenore di vita aumentando la quantità di denaro a credito nel sistema, perché questo è solo più denaro che insegue la stessa quantità di beni” “Influenzerà i mercati finanziari nei modi che abbiamo visto e influenzerà il tasso di inflazione. Non aumenterà gli standard di vita in modo importante. Quando l’inflazione comincia a mordere, tutto quello ha conseguenze politiche”. “Quello che stiamo vedendo accadere oggi si è svolto molte volte nella storia; è come guardare di nuovo lo stesso film”.

I prezzi negli Stati Uniti sono cresciuti a ottobre del +6,2 per cento rispetto all’anno scorso, il più forte aumento negli ultimi trent’anni e ieri anche l’Istat ha rilasciato i dati sull’inflazione italiana, mai così alta da settembre 2008.