Protezione del risparmio: una strategia vincente

14 Maggio 2019, di Dott. Marco Mattei - Consulente Finanziario

Sapete chi ha vinto il premio Nobel per l’economia nel 2002? Daniel Kahneman, uno psicologo israeliano. Cosi, di primo acchito, sono sicuro che molti stiano pensando perché e come sia possibile che uno psicologo possa vincere il premio Nobel per l’economia.

Non è tutto. Molto più recentemente, nel 2017 il premio Nobel fu conferito al Professor Richard Thaler, proprio per i suoi studi sulla finanza comportamentale, la matematica nemmeno in questo caso era “presente”. Quali differenze quindi rispetto al passato e rispetto a illustri premi Nobel più “matematici e statistici” come Eugene Fama, Mundell e Harry Markowitz?

Il risparmio e l’investimento sono profondamente mutati negli anni. L’investimento, inizialmente studiato solo da un punto di vista tecnico e matematico-statistico, man mano si è trasformato in uno studio sulla percezione del denaro, sulla finanza comportamentale e sui metodi di gestione dell’emotività, generata per sua natura dai rischi che l’investimento comporta. A

ffrontiamo quindi oggi un argomento strettamente legato alla finanza comportamentale. Quante volte un mercato volatile o un mercato in discesa ci crea ansia, paura e perché no, magari anche qualche “mal di pancia”?

I passaggi fondamentali della pianificazione finanziaria

Si parla spesso di prodotto, di rendimenti passati ma nessuno parla però di un passaggio fondamentale della pianificazione finanziaria: la strategia. Quale strategia adottare quindi per raggiungere importanti obiettivi di vita con i propri risparmi, cavalcando le onde del mercato senza annegare?

Ci viene in aiuto un metodo vecchio come il mercato finanziario stesso: il Piano di Accumulo (PAC). Quante volte ne avete sentito parlare? Tante, ne sono sicuro. Quante volte lo avete capito il modo facile, chiaro, pratico e concreto? Questo è il mio obiettivo.

Premessa importante: nessuno sa domani, dopo domani, tra un mese cosa farà il mercato. Perciò salpiamo di notte, con un po’ di nebbia.

Facciamo un esempio numerico: supponiamo di avere davanti a noi due scelte:

  • La prima, investire subito tutti i risparmi (o una quota, ma in un colpo solo), quantifichiamoli in 24.000 €;
  • La seconda, suddividere questi risparmi, entrando un po’ alla volta sul mercato, 1.000 € al mese per 24 mesi.

Ora, immaginiamo che il mercato ci volti le spalle e decida quindi di entrare in fase orso, lo possiamo vedere nel grafico qui sotto. La linea nera rappresenta l’andamento del mercato nei 24 mesi, i punti rossi sono gli ingressi mensili di 1.000€ sul mercato.

Quali differenze aspettarsi da queste due strategie?

Il mercato, nel periodo di 24 mesi ha subito una flessione del – 14,53%. Riassumiamo come si sono comportate le due strategie:

  • Strategia PIC (investimento in una unica soluzione): da 24.000 € iniziali, dopo 24 mesi, i risparmi sono pari a 20.512,82 €, ovvero una flessione proprio del – 14,53%;
  • Strategia PAC (investimento dilazionato nel tempo): dai 1.000 € investiti inizialmente, dopo 24 mesi, i risparmi sono pari a 24.069,54 €, un risultato positivo pari allo 0,29%.

Voi direte: beh, 0,29% solo? Pensate invece a quanto valore c’è dietro questa strategia, che non solo è stata in grado di proteggere il risparmio, bensì anche di dare un rendimento debolmente positivo a fronte di un mercato in netta discesa.

Il valore di questa strategia è pari a 17,34%, intesa come differenza tra il capitale alla fine dei due anni investito in modalità PIC e in modalità PAC. Vi sembra ancora poco come quello 0,29%? Come chiamare questa strategia se non Asset Protection ?

Concludo velocemente legando questa strategia proprio alla finanza comportamentale. Immaginate dal punto di vista psicologico, che importanza ha poter adoperare una strategia in grado di “smorzare” le oscillazioni di mercato e addirittura proteggere i propri risparmi.

Infine, un piccolo consiglio: partire da un accantonamento fisso mensile senza un obiettivo è come mettersi alla guida senza una meta, al primo ostacolo, mi fermo e torno a casa. Il Piano di Accumulo di Capitale va utilizzato con una logica “inversa”, partendo dalla quantità di risparmio che si vuole creare (per destinarlo ad un determinato progetto di vita), quantificare l’orizzonte temporale (in quanto tempo) e solo alla fine stimare un accantonamento mensile in grado da garantirmi il raggiungimento di quell’obiettivo.

Dott. Marco Mattei
Consulente Finanziario – Pianificatore Patrimoniale