Intesa e Prometeia: fatturato in lieve crescita per l’industria italiana nel 2019, i settori vincenti

29 Ottobre 2019, di Alberto Battaglia

Il giro d’affari finale dovrebbe attestarsi su bilancio lievemente positivo, con un fatturato in crescita dello 0,2% per il 2019, ma l’andamento dell’industria manifatturiera italiana sarà profondamente variegato al suo interno. Lo rivelano le previsioni elaborate da Prometeia e Intesa Sanpaolo all’interno dell’Analisi dei Settori Industriali.
Per quanto riguarda i prossimi due anni, comunque, l’andamento della manifattura è previsto in accelerazione, con un incremento medio annuo dell’1,3% a prezzi costanti “grazie alla ripresa degli scambi mondiali e ad un profilo più espansivo della domanda interna, soprattutto della componente investimenti in beni strumentali”.

I settori che soffrono

A soffrire saranno in particolare, il settore automobilistico, colpito dalla crisi delle esportazioni di veicoli tedeschi per i quali l’industria italiana fornisce buona parte dei componenti.

Secondo le stime eseguite partendo dalle tavole input-output WIOD (World Input Output Database), l’Italia è il Paese che più contribuisce alla filiera automotive tedesca con una quota di valore aggiunto del 2.4%, davanti ai Paesi dell’Est Europa. Sottotono poi, le performance della metallurgia, dell’elettrotecnica e, più di tutti, il settore degli intermedi chimici.

 

e quelli che vanno meglio…

Sul versante opposto, quello dei settori che chiuderanno il 2019 con gli incrementi di fatturato maggiori, spiccano la farmaceutica, che continuerà a beneficiare del percorso di sviluppo intrapreso grazie agli investimenti in nuova capacità produttiva, spingendo soprattutto sulla leva delle esportazioni.
Ancor meglio, nel 2019, il largo consumo, così come il sistema moda (si osservi il grafico in basso). Nei prossimi due anni, poi la farmaceutica continuerà da protagonista: ci si attende una crescita media annua del fatturato, del 2,2% nel biennio 2020-21.
Seguiranno il recupero dell’elettrotecnica, e ancora largo consumo e il settore dei materiali per l’edilizia.

 

“Per contro, le prospettive restano più incerte per un altro settore di spicco del manifatturiero italiano, quello degli Autoveicoli e moto, impegnato in un percorso di trasformazione dettato dalle nuove normative sulle emissioni e dai nuovi target delle alimentazioni alternative, che impongono tempistiche sfidanti per riconvertire l’offerta”, si legge in una nota Prometeia-Intesa, “la fase più critica dovrebbe toccarsi proprio quest’anno, con una chiusura ancora in negativo del fatturato (-2,3% a prezzi costanti), per poi lasciare spazio ad un trend di crescita moderata (+1,3% medio annuo nel 2020-21), anche se ancora insufficiente per riportare un equilibrio nel quadro settoriale”.
La Brexit, infine, sarà uno dei problemi da risolvere per il comparto manifatturiero: molto dipenderà dalla “velocità di reazione delle imprese di fronte ad un contesto complesso e in continuo mutamento”.

In basso i dati di sintesi previsti per la manifattura italiana, per il 2019 e nei prossimi anni.