Produzione industriale -2,2%. E i prestiti ai privati peggiorano

10 Marzo 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Nuove indicazioni negative sui fondamentali dell’economia italiana, che confermano come la terza potenza dell’area euro stia ancora attraversando una fase difficile dopo tre anni di recessione. Molto male il dato relativo alla produzione industriale e negativa rimane ancora la dinamica dei prestiti delle banche, secondo i dati di Bankitalia.

Stando a quanto ha comunicato l’Istat, a gennaio la produzione industriale – indice destagionalizzato – è scesa su base mensile dello 0,7%. Considerati gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 20 a gennaio 2015 contro i 21 di gennaio 2014), su base annua la produzione è calata di ben il 2,2%. Su base trimestrale, lieve aumento +0,1% nel periodo compreso tra novembre e gennaio, rispetto al trimestre precedente.

Secondo Jennifer McKeown, senior European economist presso Capital Economics, i dati segnalano come l’attività si stia espandendo a un ritmo più lento in Germania, Spagna, Francia a inizio anno.

Ma la discesa della produzione in Italia ci dice che la recessione di tre anni non è ancora finita. I dati dell’area euro, che verranno pubblicati giovedì, mosteranno “probabilmente una stagnazione della produzione industriale” nella regione in gennaio.

Nonostante i segnali di miglioramento in alcuni degli ultimi sondaggi macro, “non c’è la prova evidente che la ripresa al rallentarore stia prendendo slancio”.

Tra le note positive il boom della produzione di auto, che a gennaio, stando all’indice grezzo, ha segnato un balzo del 30,4% su base annua, riportando un aumento del 35,9% in base all’indice corretto per gli effetti di calendario. L’Istat precida che è il quarto rialzo a due cifre – su base percentuale – consecutivo, dall’ottobre del 2014.

I cali maggiori, nei comparti della produzione industriale, hanno interessato i settori della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-8,1%), delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-5,7%).

In aumento invece la fabbricazione di mezzi di trasporto (+16,1%), di computer, prodotti di elettronica ed ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+4,3%) e di altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (+4,3%).

E Bankitalia rende noto che, sempre a gennaio, i prestiti erogati al settore privato sono di nuovo scesi, tra l’altro peggiorando, con una flessione -1,8% rispetto a -1,6% di dicembre. Bankitalia ha precisato che i dati sono corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari.

In particolare, i prestiti alle famiglie sono scesi, su base annua, dello 0,5% come nel mese precedente, mentre quelli alle società non finanziarie sono calati del 2,8% (-2,3% a dicembre). Ennesimo incremento su base annua per le sofferenze bancarie, +15,4% a gennaio, contro il 15,2% di dicembre. Bankitalia ha precisato che il dato è stato calcolato senza correzione per le cartolarizzazioni ma tenendo conto delle discontinuità statistiche.

In rialzo i depositi bancari del settore privato, saliti +5% su base annua, più del +4% di dicembre. La raccolta obbligazionaria invece, includendo le obbligazioni detenute dal sistema bancario, è calata invece -17,7% su base annua (-17,3% nel mese precedente).

Riguardo infine ai tassi di interesse applicati dalle banche: i tassi d’interesse, comprensivi delle spese accessorie, sui finanziamenti erogati alle famiglie per l’acquisto di case sono scesi lievemente al 3,06% (3,08% a dicembre); quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo all’8,71% (8,1% a dicembre).

I tassi d’interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie di importo fino a 1 milione di euro sono stati del 3,32% (3,31% nel mese precedente); quelli sui nuovi prestiti di importo superiore alla soglia di 1 milione all’1,93% (2,15% a dicembre). I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,67% (0,73% nel mese precedente).