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Private Markets, la svolta: entro il 2027 oltre metà dei flussi sarà guidata dal retail

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Gli investitori italiani sono sempre più consapevoli del ruolo strategico dei mercati privati (come private equity, private debt e infrastrutture) in un portafoglio ben diversificato. Così emerge dalla nuova ricerca condotta da State Street Corporation sul settore dal titolo “The New Private Markets Advantage”.

La ricerca evidenzia una tendenza crescente da parte degli investitori a prevedere un forte incremento delle allocazioni da parte del segmento retail nei prossimi due anni. Gli investitori individuali, infatti, sono destinati a diventare la principale fonte di raccolta per il settore che investe in titoli (azioni e obbligazioni) di aziende non quotate sui mercati finanziari.

State Street: rivoluzione retail guiderà i flussi nei mercati privati entro il 2027

La maggioranza degli intervistati, il 56%, ritiene che entro 1-2 anni almeno la metà dei flussi verso i mercati privati proverrà da veicoli semi-liquidi progettati per il pubblico retail. In linea generale, l’indagine rivela come l’interesse verso i prodotti retail è in forte crescita: il 22% degli intervistati li considera il canale principale per la raccolta nei mercati privati, rispetto al 14% dello scorso anno. Questo trend è alimentato non solo dalla maggiore domanda degli investitori individuali, ma anche da un calo delle aspettative di raccolta lato istituzionale, che passa dal 51% al 39%.

Il report evidenzia come, in un contesto di tassi d’interesse elevati, gli investitori stiano diventando più selettivi, favorendo asset di alta qualità e riducendo l’esposizione a investimenti più rischiosi. I piani di allocazione per il 2025 mostrano anche uno spostamento dagli emergenti verso i mercati sviluppati. L’Europa sviluppata registra una forte crescita d’interesse, con il 63% degli LP che prevede investimenti nella regione, contro il 43% dello scorso anno. L’Asia-Pacifico emergente scende al 14% dal 25%, l’Europa emergente cala dal 21% al 18%, e anche Medio Oriente e Africa vedono un calo.
Secondo il report, l’attuale instabilità potrebbe rendere gli asset dei mercati privati ancora più interessanti per via della loro natura meno volatile. Circa il 22% degli intervistati considera questa caratteristica un motivo per aumentare le allocazioni nel private equity, il 26% nelle infrastrutture e ben il 42% nel private credit.

Tuttavia, questa stessa incertezza rischia di ridefinire cosa significhi “qualità” in base all’evoluzione dello scenario economico. Se da un lato il Nord America è stato finora considerato la regione con maggiori opportunità, State Street suggerisce che in futuro altre aree potrebbero trarre vantaggio da un riorientamento dei flussi commerciali lontano dagli Stati Uniti.

L’indagine si basa su un campione di 500 investitori istituzionali, tra gestori, operatori dei mercati privati e asset owner distribuiti tra Nord America, Europa, Medio Oriente e Asia-Pacifico.

Il focus sull’Italia

“Il passaggio verso prodotti dedicati al segmento retail e veicoli semi-liquidi è meno marcato in Italia rispetto ad altri Paesi, ma osserviamo comunque un’apertura in tal senso, con il 30% degli italiani che prevede che metà del fundraising proverrà in futuro da questa tipologia di capitale”. Così sottolinea Denis Dollaku, Country head head per l’Italia di State Street.

Emerge poi con forza il cambio di paradigma, dalla quantità alla qualità. Il private credit, in particolare, sta guadagnando spazio nelle strategie italiane come leva per la diversificazione. Parallelamente, assistiamo a una riallocazione del capitale verso mercati sviluppati, con un’attenzione specifica all’Europa: il 93% degli italiani intervistati considera la regione come mercato chiave per le opportunità di investimento. A supporto di queste dinamiche, l’adozione dell’intelligenza artificiale generativa, in grado di migliorare l’efficienza operativa, la trasparenza e la qualità dei dati, si sta affermando come un acceleratore chiave per l’accesso ai mercati privati.”

Tecnologia e AI: asset strategici per il futuro dei mercati privati

Un punto chiave del report riguarda proprio l’integrazione dell’intelligenza artificiale generativa (Generative AI) e dei modelli linguistici (LLM) nei processi operativi. L’interesse è in netto aumento: se nel 2024 solo il 58% riconosceva l’utilità di queste tecnologie, oggi l’83% sta sviluppando casi d’uso per trasformare dati non strutturati in insight azionabili.

Il 69% degli intervistati prevede un aumento degli investimenti in tecnologia. L’analisi delle performance è l’ambito in cui l’AI è ritenuta più utile, sia per i portafogli che per le singole partecipazioni. Il 34% indica che la disponibilità di dati più frequenti, puntuali e affidabili sarà fondamentale per rendere i mercati privati accessibili a un pubblico più vasto, mentre il 37% invoca un intervento normativo che imponga una maggiore trasparenza alle aziende private.