Fonte: delex
Il contenzioso civile può diventare un’attività finanziabile quando il credito risarcitorio assume una forma ordinata. È questa l’idea alla base delle litigation ABS: aggregare pretese risarcitorie cedibili, trasferirle a un veicolo dedicato e trasformare i flussi attesi da sentenze o transazioni in una struttura investibile.
La prima esigenza nasce dal costo del contenzioso. Una lite complessa richiede avvocati, consulenti tecnici, raccolta documentale, gestione dei tempi processuali e assunzione del rischio di soccombenza. Molte pretese possono essere fondate, ma restare economicamente inerti perché, considerate isolatamente, non giustificano l’investimento necessario. Nei danni seriali o di massa, il problema si amplifica: il singolo credito è spesso modesto, mentre il portafoglio può avere consistenza economica significativa.
La seconda esigenza è propria degli investitori. Il capitale non entra in una lite solo perché la domanda appare fondata. Ha bisogno di un perimetro patrimoniale, di regole sui flussi, di criteri di selezione dei crediti, di soggetti incaricati della gestione e di una disciplina leggibile anche fuori dal processo. È qui che la cartolarizzazione può diventare il ponte tra diritto e mercato.
Il presupposto civilistico è decisivo. La Cassazione ha ammesso la cedibilità del credito risarcitorio anche quando il danno riguarda interessi personali o non patrimoniali. La ragione è semplice: altro è l’interesse leso, altro è il credito pecuniario al relativo ristoro. Una volta sorto, quel credito entra nel patrimonio del danneggiato e può, nei limiti di legge, circolare.
La legge n. 130 del 1999 offre la grammatica dell’operazione. I crediti possono essere ceduti a una società veicolo, separati dagli altri patrimoni coinvolti e destinati al servizio degli strumenti emessi per finanziare l’acquisto e il recupero. Applicata al contenzioso, questa tecnica consente di trasformare una pluralità di pretese risarcitorie in un portafoglio segregato, destinato a generare flussi da sentenze, transazioni o altri esiti di recupero.
La natura dei crediti risarcitori.
I crediti risarcitori hanno una natura diversa dai crediti bancari deteriorati. Il loro valore dipende da una pluralità di fattori: accertamento della responsabilità, prova del danno, solvibilità del debitore, tempi del processo, qualità del foro, strategia difensiva e probabilità di una definizione transattiva. La struttura serve proprio a ricondurre questa alea entro un perimetro leggibile, nel quale il rischio può essere descritto, allocato e, entro certi limiti, finanziato.
Per l’investitore, la litigation ABS offre una esposizione a un portafoglio di crediti selezionati e professionalmente gestiti.
Il rischio resta legato alla vicenda contenziosa, e può essere valutato secondo parametri riconoscibili: qualità delle pretese, grado di diversificazione, tempi attesi di recupero, costi dell’enforcement, disciplina dei flussi e governance del veicolo. Il punto decisivo è l’equilibrio. Le litigation ABS possono offrire al contenzioso il capitale necessario per sostenere azioni complesse e, al tempo stesso, offrire agli investitori una struttura riconoscibile per valutare il rischio legale.
La loro credibilità dipenderà dalla qualità dei crediti selezionati, dalla trasparenza dei flussi e dalla capacità della società veicolo di mantenere insieme disciplina finanziaria e funzione rimediale. In questa prospettiva, la cartolarizzazione diventa una tecnica di mercato al servizio dell’effettività della tutela.
L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di giugno 2026 del magazine Wall Street Italia. Clicca qui per abbonarti.