Private Banking: nel primo trimestre 2025 superati i 1.286 miliardi di euro di masse gestite
Fonte: ufficio stampa
Il Private Banking italiano continua a crescere anche nel 2025. Secondo i dati pubblicati dall’AIPB – Associazione Italiana Private Banking, il primo trimestre dell’anno si è chiuso con un nuovo record: 1.286 miliardi di euro in masse gestite, in aumento del +2,3% rispetto ai 1.257 miliardi di fine 2024.
Private banking: masse in gestione per 1.286 miliardi di euro
A spingere in alto il settore sono stati soprattutto i cambi di perimetro, ovvero modifiche nell’organizzazione interna delle realtà del settore, che da soli hanno inciso per oltre 19 miliardi di euro. A seguire, la raccolta netta ha contribuito con un apporto positivo di 14 miliardi, mentre il mercato, in questa fase, ha avuto un impatto leggermente negativo per circa 4 miliardi di euro.
Se si guarda al periodo marzo 2024 – marzo 2025, il Private Banking in Italia ha messo a segno una crescita robusta, con un aumento complessivo delle masse pari a +115 miliardi di euro, equivalente a un +9,8%. In questo arco temporale, la raccolta netta si è confermata il principale driver della crescita, con +51 miliardi, fatta eccezione per il terzo trimestre 2024, in cui è stato il mercato a trainare l’espansione (+33 miliardi).
Da sottolineare anche il contributo costante dei cambi organizzativi, che hanno inciso positivamente per +30 miliardi, ad eccezione dell’ultima parte del 2024.
Secondo Andrea Ragaini, presidente AIPB, “Il primo trimestre del 2025 conferma la solidità del Private Banking italiano. Il raggiungimento di quasi 1.300 miliardi di masse gestite è la prova di un settore capace di adattarsi ai cambiamenti e di rispondere in modo efficace alle esigenze dei clienti. La qualità della consulenza si conferma elemento centrale, soprattutto in un contesto geopolitico e demografico in continua trasformazione.”
Portafogli Private: cresce la quota dell’amministrato
Nel primo trimestre del 2025 si osserva un andamento positivo per tutti i comparti. In particolare, il comparto amministrato ha registrato una crescita del +4,8% rispetto al trimestre precedente, guadagnando 0,8 punti percentuali nella composizione complessiva dei portafogli.
Sul fronte della raccolta netta, l’amministrato si conferma il segmento più dinamico con un +2,1%, seguito a breve distanza dal gestito (+1,9%) e da una leggera crescita dell’assicurativo (+0,6%).
La raccolta diretta è rimasta pressoché stabile (+0,1%), sostenuta dai cambi di perimetro, mentre la liquidità è cresciuta dello 0,2% rispetto al trimestre precedente, arrivando a rappresentare quasi il 91% del comparto, a scapito della componente obbligazionaria.
In particolare, i Titoli di Stato hanno guadagnato terreno con un aumento del +6,4%, incrementando la loro incidenza del +0,5%. Le azioni sono cresciute del +4,9%, mantenendo stabile il loro peso all’interno del comparto.
Per quanto riguarda il risparmio gestito, la crescita trimestrale è stata del +1,8%. Le gestioni patrimoniali hanno mostrato maggiore dinamismo con un +2,3%, a differenza dei fondi comuni d’investimento, che si sono fermati a un +1,4%.
Questo ha comportato un lieve ribilanciamento interno: le gestioni patrimoniali hanno guadagnato 0,2 punti percentuali nella composizione del comparto, a discapito dei fondi.
Asset mix: fondi in calo, azioni in leggera ripresa
L’asset mix del portafoglio Private a fine marzo 2025 mostra una leggera flessione nella quota di fondi comuni (22,7%, in calo di 0,2 punti rispetto al Q4 2024) e di liquidità (13%, -0,2 pp). Le gestioni patrimoniali individuali si mantengono stabili al 12,3%.
I prodotti obbligazionari, che includono titoli di Stato, obbligazioni bancarie e altre obbligazioni, rappresentano complessivamente il 17,2% del portafoglio. In lieve aumento l’azionario, che passa dall’11,1% all’11,3%, mentre i prodotti assicurativi restano sostanzialmente invariati, con un leggero calo dal 19% al 18,9%.