Prestiti personali, 10 regole per il consumatore attento

21 Gennaio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – In un periodo poco felice per l’economia, molte persone hanno fatto ricorso ai prestiti bancari per far fronte a spese inaspettate o impegnative. Si sono anche moltiplicati, però, i casi di sovraindebitamento: il rischio che non si sia in grado di gestire i debiti contratti si fa sempre più alto per categorie più sensibili, come famiglie monoreddito e pensionati.

La soluzione per arginare il fenomeno è una maggiore e migliore informazione per i consumatori. Dodici Associazioni di categoria, fra cui Adiconsum, Codacons, Assoutenti, Adoc, Federconsumatori e Cittadinanzattiva (in collaborazione con UniCredit), hanno perciò stilato un decalogo per un utilizzo consapevole degli strumenti del credito al consumo (soprattutto prestiti online, tradizionali e finanziamenti rateali).

Ecco una sintesi delle regole, consultabili per esteso sui siti delle Associazioni coinvolte nel progetto:

Sostenibilità
Prima di sottoscrivere un prestito personale, è bene ricordare che la rata andrà ad aggiungersi alle altre uscite mensili (utenze, mutuo/affitto, eventuali altri prestiti), quindi bisogna valutarne con attenzione l’impatto sulla propria capacità di spesa.

Trasparenza, è un obbligo
Tutte gli operatori bancari sono obbligati per legge a fornire il materiale informativo alla clientela in merito ai loro prodotti, inclusi i prestiti personali. In particolare, prima della stipula del contratto, la banca è tenuta a consegnare al cliente le “Informazioni europee di base sul credito al consumo”. Si tratta di un documento contenente informazioni chiare, complete e dettagliate delle condizioni applicate e personalizzate in base ai dati del richiedente. È diritto del cliente ottenerne una copia.

Attenzione al contratto
Il contratto di ogni prestito personale deve indicare, per legge, alcune informazioni fondamentali. Tra queste ci sono: l’importo esatto e il modo in cui verrà erogato; il tasso d’interesse applicato; l’indicazione del Taeg, l’elenco dettagliato dei costi primari e accessori e delle commissioni, l’importo di ogni rata e la scadenza, le eventuali garanzie o coperture assicurative richieste.

Taeg, il “dettaglio” più importante
La sigla Taeg sta per Tasso Annuo Effettivo Globale, e indica in percentuale il costo totale che dovrà essere sostenuto dal cliente. È questo il dato in base al quale dev’essere valutata l’effettiva convenienza di un prestito, perché comprende tutte le voci di spesa collegate alla richiesta di credito.

La Centrale Rischi di Bankitalia
Se l’istituto non concede il prestito, deve anche spiegare adeguatamente il perché, facendo riferimento alle informazioni sul richiedente reperite nella Centrale Rischi della Banca d’Italia. Questa banca dati contiene la “storia” negativa di ogni cliente che, avendo sottoscritto dei finanziamenti, non è stato puntuale nel rimborso. É la banca da cui si è ottenuto il finanziamento a iscrivere il suo cattivo cliente in questo archivio, soltanto dopo averlo informato della sua intenzione e averne ricevuto l’autorizzazione scritta. Per evitare questo inconveniente è sempre meglio avvertire tempestivamente l’istituto in caso di difficoltà nella restituzione, in modo da trovare una soluzione più agevole.

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