Prendiamoci per mano, risolleviamoci. L’editoriale di Wall Street Italia di giugno

23 Giugno 2021, di Leopoldo Gasbarro

Possiamo scegliere di imparare dalle lezioni del passato o lasciarci sopraffare dal pessimismo, possiamo comprendere che domani ci alzeremo e il Covid-19 sarà stato debellato oppure possiamo raggomitolarci sulle nostre paure. Possiamo scegliere di progettare un nuovo percorso o continuare a smarrirci vivendo senza una bussola che ci orienti.

Nodi al pettine

Spesso mi chiedo perché sia necessario inabissarsi prima di rinascere? C’è davvero bisogno di una Pandemia perché i nodi vengano al pettine? Come nella nostra foto di copertina del magazine forse è proprio nei momenti di difficoltà che le persone riescono a riavvicinarsi, a prendersi per mano, ad aiutarsi, a risollevarsi. Abbiamo bisogno di riscrivere le nostre storie, di riprenderle tra le nostre mani. Abbiamo bisogno di trovare la forza e l’entusiasmo per costruire già soltanto con la fantasia, quello che poi realizzeremo materialmente. Ma per farlo c’è bisogno di freschezza e di eliminare tutta quella patina che il tempo fa crescere sopra di noi. È il tempo della gioventù, questo. Chi lo comprende oggi, avrà un vantaggio competitivo che lo metterà in condizione di vincere su tutti gli altri. Ci vogliono progetti che siano in grado di realizzare costruzioni ardite.

Tutti dicono che il Mondo è cambiato e si sentono tanto vittime di questo cambiamento da precipitare ancor più nella pigrizia di ciò che fanno dal salotto di casa propria. Invece fuori c’è il vuoto, assoluto, un nuovo immenso spazio da edificare e da riempire con l’applicazione, la fantasia, la competenza, la visione, la capacità di sapersi staccare da ciò che è noto per ridisegnare il domani che arriverà. Vincerà la competenza, soprattutto dei giovani. Investiamo sul loro futuro e lasciamo che siano al nostro fianco a mettere in pratica i processi per edificarlo quel futuro.

Ma ho il sospetto che anche qui attorno a noi sia pieno di quel vecchio ciarpame di cui dobbiamo liberarci. Ho il sospetto che ci sia più gente “vecchia” mentalmente, che si preoccupa di mantenere lo status quo che di mettersi in gioco per progettare, sono quelli che io definisco “i timorati dalla vita”. Sono quelli che non sanno immaginare, non sanno cambiare direzione e parere, che hanno talmente tanta paura di perdersi, anche per amore, che preferiscono non amare.

Leggete un libro, fate una passeggiata in riva al mare o lungo i crinali delle nostre montagne, fate l’amore, fate quello che vi piace, ma fatelo. Spegnete chi vi angoscia cuori e mente con notizie negative che ci abbattono costantemente.

Guardate oltre. La finestra spalancatela. Oggi c’è un sole caldo che mi invita ad uscire. Siete sicuri di non volerlo fare?
Di comprendere che oggi è il tempo di fare scelte, d’investire sul domani, di spingere sull’acceleratore, e di scegliere la matita con cui disegnare le nostre vite? Domani è già qui. E non aspetta…