Portafogli più sostenibili e responsabili

23 Gennaio 2019, di Redazione Wall Street Italia

di Paola Mandredi

Cresce l’attenzione di consulenti e risparmiatori verso gli investimenti etici e sostenibili

I consulenti finanziari sono sempre più sensibili alle tematiche Sri. Lo ha dimostrato la terza edizione del Salone Sri, l’evento dedicato ai prodotti di finanza responsabile a disposizione di consulenti e investitori, organizzata da EticaNews con il contributo di Ffs (Forum per la finanza sostenibile), Efpa Italia e Aipb. Quest’anno l’iniziativa, che si è svolta presso l’università Bocconi, è stata intitolata “Le frontiere dello Sri – Economia reale. Engagement. Interazione social”.

Nel corso del seminario “Scenario del mercato consulenti – Interagire per conoscere, imparare e condividere”, Gian Franco Giannini Guazzugli, componente del comitato esecutivo Anasf e del consiglio direttivo del Forum, ha commentato le evidenze emerse dall’ultima indagine Real Trend “Prodotti Sri, il coinvolgimento consulente-cliente”. La ricerca, condotta dall’Associazione in collaborazione con EticaNews su un panel di seicento consulenti, ha indagato i temi relativi alla finanza etica e più in particolare sui criteri in ambito Esg (Environmental, Social and Governance), per rilevare i cambiamenti nel mercato in cui i professionisti operano.

“Quest’anno abbiamo accolto con piacere i dati emersi dalla nostra ricerca, i quali ci hanno indicato quanto sia cresciuto l’interesse dei risparmiatori su temi della finanza etica, ma anche che la richiesta principale che i consulenti rivolgono alle reti, nonostante l’accresciuto livello di informazione e formazione sulla materia, resta quella di inserire più prodotti Sri nel mercato, aumentando così anche la diversificazione di portafoglio”

ha spiegato Giannini Guazzugli. Al centro dell’osservatorio Anasf, sono state tre le aree d’indagine: l’interesse del risparmiatore-cliente e dei media verso i temi Sri, l’informazione e la formazione del consulente e il ruolo del label e i cambiamenti in atto a livello normativo europea. Cosa raccontano i numeri di questa ricerca? Rispetto all’anno precedente l’investimento sostenibile non è più una chimera: meno di un terzo dei consulenti ha dichiarato che i propri clienti mostrano un grado d’interesse insufficiente verso i temi Sri (31,87%). I più lo ritengono buono (34,38%) e il 31% sufficiente.

Temi Sri sempre più conosciuti

Oggetto di discussione nell’ambito del seminario anche il livello di conoscenza della finanza Sri da parte dei professionisti del settore. L’apposita domanda della ricerca, volta a valutare il grado di approfondimento della materia, ha ricevuto risposte positive da metà del campione, che si è assegnato il voto “buono” per quanto riguarda la conoscenza sui prodotti Sri (in aumento del 15% rispetto al 2017), sui criteri Esg (con una percentuale pari al 39%) e sugli indici di performance Esg, che registrano un aumento del 15%, passando dal 22% del 2017 al 38% di oggi.

Dal punto di vista dell’informazione sulla finanza etica, pur essendo ritenuta migliorabile dal 67% circa del campione, viene considerata insufficiente solo dal 4,4%. In questo ambito, un ruolo di rilievo lo hanno avuto i media che, secondo gli intervistati, hanno aumentato la loro attenzione verso queste tematiche. Il 40% del panel afferma che le tematiche Sri siano oggi sotto i riflettori della stampa (a fronte del 13% nel 2017), mentre solo il 26% nota ancora poca attenzione sulle testate (rispetto al 45% dello scorso anno). Rimane alta la percentuale di consulenti (il 77% circa) che si ritiene insoddisfatta del livello di formazione offerto dalle reti: il 67% del panel la ritiene migliorabile, mentre il 9,4% la reputa assente. Quest’anno è lievemente aumentata la quota di coloro che ritengono la formazione sufficiente, dal 15% nel 2017 al 21% dell’anno in corso.

È in crescita, poi, la quota di coloro che chiedono innovazione finanziaria, considerando i prodotti sostenibili come una risposta efficiente alle necessità di differenziazione. A chiudere la ricerca il tema della trasparenza, che per il 17% dei rispondenti deve aumentare, sia sotto il profilo tecnico che normativo, soprattutto grazie a un’efficace attività di labelling (nell’anno precedente nessun consulente si era espresso a favore di un impegno concreto sulla trasparenza Sri), e l’Action Plan europeo. Su quest’ultimo punto, il 62% degli operatori finanziari non è a conoscenza dell’avvio dei percorsi legislativi che puntano a integrare le considerazioni Esg nel processo d’investimento e di advisory in maniera consistente, il 69% degli stessi ha sostenuto che l’integrazione degli Esg nel fiduciary duty (ovvero l’insieme dei doveri fiduciari che i soggetti che amministrano un patrimonio di altri devono seguire) avrà ripercussioni sul mondo della consulenza.

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di dicembre del magazine Wall Street Italia.