Pop Vicenza: sequestri a 5 imputati tra cui Zonin

19 Gennaio 2018, di Alessandra Caparello

MILANO (WSI) –  Poco meno di 350mila euro, pari alle spese sostenuta da Procura, Gdf e Gip in due anni di indagine sul crac della banca Popolare di Vicenza hanno spinto le Fiamme Gialle a eseguire una serie di sequestri conservativi nei confronti di cinque degli imputati nell’inchiesta sulla banca andata in crisi con la vecchia gestione di Gianni Zonin.

Proprio Zonin e altri sei ex dirigenti della Banca Popolare di Vicenza – Giuseppe Zigliotto, Samuel Sorato, Emanuele Giustini, Andrea Piazzetta, Paolo Marin, Massimiliano Pellegrini – sono indagati per ostacolo all’attività di vigilanza, aggiotaggio e falso in prospetto.

Il sequestro conservativo disposto dalla Guardia di Finanza riguarda le spese del procedimento, come previsto dal codice e non riguarderebbe somme aggredibili da parte dei soci danneggiati, bensì soldi immobilizzati che andranno solo a coprire i costi vivi sostenuti dallo Stato.

In particolare i sequestri riguardano disponibilità finanziarie detenute presso intermediari bancari, beni immobili e mobili registrati di proprietà e partecipazioni possedute in imprese e sono stati eseguiti dai finanzieri in varie località italiane (Vicenza, Milano, Treviso, Padova, Venezia, Roma e Siena).

Il sequestro ammonta a 356mila euro, pari alle spese processuali affrontate fino a ora, ma può arrivare a un valore massimo di 1,78 milioni di euro, in quanto la Gdf può sequestrare beni mobili e immobili fino a 356mila euro a ciascuna delle cinque persone coinvolte.

“Purtroppo ho perso anche io dei soldi“, così ha detto l’ex presidente della Popolare di Vicenza Gianni Zonin nel corso della sua audizione il mese scorso dinanzi alla commissione parlamentare sulle banche presieduta da Pier Ferdinando Casini. Attualmente il procedimento sulla Banca Popolare di Vicenza si trova in fase di udienza preliminare davanti al Gup del tribunale di Vicenza Roberto Venditti. La procura di Vicenza ha chiesto il rinvio a giudizio per sette persone, tra le quali l’ex presidente di Bpvi, Giovanni Zonin.

Entusiasmo per la notizia dei sequestri da parte di Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Ottima notizia. Accolta la richiesta che abbiamo fatto fin dal 2015. Finalmente  sono stati fatti i primi provvedimenti di sequestro dei beni a carico dei soggetti imputati. Ora aumentano le possibilità per i risparmiatori di poter rientrare di parte del denaro perso”.