Ponte Morandi: dopo il crollo partono i test sui viadotti a rischio

19 Marzo 2019, di Alessandra Caparello

La tragedia del Ponte Morandi di Genova, crollato il 14 agosto scorso uccidendo 43 persone, ha spinto il ministero delle Infrastutture a verificare i viadotti a rischio sulla A24-A25.

Le ispezioni, realizzate dai tecnici del Mit con l’ausilio della Facoltà di Ingegneria dell’Univeristà di Roma La Sapienza, sono state condotte tra settembre e ottobre, e hanno messo in luce delle forti criticità ma non solo. Dalle ispezioni, alla presenza dei carabinieri, guardia di finanza e consulenti dei pubblici ministeri, sono anche partite inchieste approfondite da parte delle procure di Teramo, l’Aquila e Pescara. I controlli prevedono di posizionare sensori e blocchi di cemento fino a costruire dei totem e far transitare degli autocarri.

La prova dinamica consiste nel far passare un furgone di massa nota e cioè di 44 tonnellate, ad una velocità prefissata di 30 km/h facendogli attraversare salti di circa 3 cm di altezza. Chiaramente in questo passaggio si provocherà un impulso . Questo impulso viene trasmesso a tutta la struttura e viene ricevuto dagli accelerometri che sono nove e sono posizionati in tutta la campata. In questo modo riusciamo a ricostruire quelli che sono i modi propri di vibrare della struttura del viadotto.

Così spiega lo svolgimento delle prove dinamiche il dirigente del ministero. Su come venivano fatti i controlli prima del crollo del viadotto di Genova, lo spiega l’ingegnere Migliorino sul CorrieredellaSera. 

Dopo Genova certamente è cambiata la sensibilità dell’opinione pubblica, è cambiata la sensibilità degli operatori e tutti gli addetti alla costruzione e al monitoraggio delle opere d’arte. Prima di Genova che cosa succedeva? Per esempio se durante le visite ispettive cerano delle anomalie venivano segnalate, si chiedeva se la società concessionaria di dimostrare in qualche modo l’adeguatezza e la staticità della struttura (…) La legge dice che è responsabile di quel progetto è colui che lo firma, dopodichè non è che c’è qualcuno che controlla se quello ha fatto delle dichiarazioni false. Pure il ponte di Genova aveva queste relazioni . ma poi il ponte è venuto giù.