PODCAST: Oro e argento: FED cambia rotta, si prospetta un periodo difficile

29 Giugno 2021, di Redazione Wall Street Italia

Finisce l’era di politiche monetarie espansive per risollevare l’economia, dopo che il FOMC ha preannunciato il cambio di politica monetaria prevedendo un doppio rialzo dei tassi d’interesse entro il 2023 e questo ha degli effetti anche su oro e argento.
I mercati sono stati sorpresi dal cambiamento delle previsioni di politica della Fed e dei rendimenti del Tesoro che sono saliti bruscamente, aumentando il rischio e portando le azioni e l’oro più in basso e mandando il dollaro USA a schizzare verso l’alto.

 

Oro vira verso il basso

Come sottolinea Ole Hansen Head of Commodity Strategy per BG Saxo, l’oro ha subito il suo più grande calo negli ultimi cinque mesi. “Anche se non è previsto alcun rialzo dei tassi prima del 2023, il fatto che la Fed abbia improvvisamente segnalato la volontà di prendere in considerazione un irrigidimento, è stato qualcosa che i metalli da investimento non redditizi hanno considerato e come risultato, l’oro, già sulla difensiva dopo essere stato respinto sopra i 1900 dollari, ha virato verso il basso”.

L’oro, che non è stato negoziato in modo consistente nei giorni precedenti alla riunione del FOMC di ieri, ha subito un crollo a causa dei movimenti simultanei del dollaro e dei rendimenti.
L’oro rimane la merce più sensibile ai tassi d’interesse e al dollaro, e mentre quest’ultimo ha raggiunto un massimo di due mesi, sono stati i movimenti dei rendimenti del Tesoro a spaventare il mercato.

Mentre la forza del dollaro rappresenterà una sfida, l’oro dovrebbe essere in grado di sostenere l’aumento dei rendimenti finché sarà guidato da aspettative di inflazione in aumento. Questo, però, non è quello che abbiamo visto ieri, quindi ancora una volta la domanda da un milione di dollari è: “L’inflazione sarà un fenomeno passeggero o più duraturo?”. Per ora il mercato si fida del giudizio della Federal Reserve e finché i dati non dimostreranno potenzialmente che si sbagliano, l’oro e con esso anche l’argento, potrebbero affrontare un altro periodo difficile.

Secondo gli analisti di Mps Capital Services le quotazioni dell’oro hanno perforato al ribasso i vari supporti di breve termine, scendendo sotto i 1.800 dollari. Si tratta di un segnale tecnico negativo poiché le quotazioni sono ritornate al di sotto della vecchia trendline ribassista che collegava i massimi storici con quelli del 2021.
Un fattore positivo è rappresentato dal fatto che l’oro sta ancora negoziando al di sopra della trendline rialzista di lungo periodo (linea rossa tratteggiata grafico weekly) che passa intorno a 1724. Gli analisti sottolineano che poco al di sotto è presente anche un importante supporto statico a 1706, pertanto la tenuta di questi due livelli diventa particolarmente importante per evitare la fine del trend rialzista che sarebbe confermato da una discesa sotto 1676 dollari.