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Lavoro, ecco quanti posti ci porterà via l’intelligenza artificiale

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La tecnologia è sempre più importante e decisiva nell’ambito lavorativo. Negli ultimi anni l’Intelligenza Artificiale (AI) ha assunto un ruolo sempre più importante in molte industrie e settori. Tuttavia, la rapida evoluzione digitale ha anche portato a una serie di preoccupazioni riguardanti i posti di lavoro a rischio. Vediamo tutto nell’analisi.

Lo studio di Goldman Sachs sull’AI

Secondo uno studio recente condotto da Goldman Sachs, AI simili a Chat GPT potrebbero avere un impatto significativo sui lavori in tutto il mondo. L’analisi ha previsto che circa 300 milioni di posti di lavoro potrebbero essere a rischio a causa della diffusione dell’AI entro il 2030.

Tuttavia, l’analisi ha anche sottolineato che l’adozione dell’AI potrebbe portare a una crescita del PIL globale del 7%, creando nuove opportunità di lavoro in altri settori.

I posti di lavoro a rischio

Molte delle professioni più a rischio includono lavori che richiedono competenze ripetitive e di routine, come operatori di cassa, commessi, impiegati amministrativi e altri lavori di tipo manuale. Inoltre, anche i lavori altamente specializzati, come gli avvocati e i contabili, potrebbero essere in pericolo a causa dell’AI.

Nonostante questi sviluppi, molti esperti credono che l’AI non sia destinata a sostituire completamente l’uomo sul posto di lavoro. Piuttosto, si prevede che l’AI possa essere utilizzata per aumentare la produttività e migliorare i processi aziendali, offrendo alle aziende un vantaggio competitivo.

Per evitare un impatto negativo sui lavoratori, molti esperti suggeriscono di investire nella formazione e nello sviluppo di competenze specializzate che possano adattarsi all’evoluzione del mercato del lavoro. Inoltre, le autorità governative dovrebbero considerare l’implementazione di politiche che proteggano i lavoratori dai possibili effetti negativi dell’AI.