Italia, l’inverno demografico brucerà un terzo del PIL

21 Novembre 2022, di Luca Losito

L’invecchiamento della popolazione peserà come un macigno sul Pil Italia, destinato a perdere nei prossimi cinquant’anni un terzo del suo valore: nel 2070 il valore attuale di 1.800 miliardi di euro perderà circa 500 miliardi.

È l’effetto principale di un trend demografico, che segnala un calo costante della popolazione (da 59 milioni a 48 milioni di abitanti) e un aumento contemporaneo dell’età media degli italiani: nel 2070 in Italia ci saranno almeno 2,2 milioni di persone con almeno 90 anni (dalle attuali 800 mila) e di queste 145 mila saranno ultracentenari (oggi sono 20 mila). Un andamento che va di pari passo con la riduzione costante delle nascite: nel 2021 i bambini nati sono stati 399 mila, ma le stime per quest’anno sono per una ulteriore riduzione.

Sono questi i dati principali messi in evidenza dal presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo, parlando dell’allarme inverno demografico a Cittàimpresa – Festival dei territori Industriali a Bergamo, secondo cui per combattere l’inverno demografico anche le imprese possono fare qualcosa, direttamente  interessati dal fenomeno: nei prossimi trent’anni la popolazione di 15-64 anni scenderebbe dal 63,6% (37,7 milioni) al 53,4% (28,9 milioni) in base allo scenario mediano Istat, con una forchetta potenziale compresa tra il 52% e il 54,8%. Inoltre nei prossimi trenta o quaranta anni la fecondità è destinata a ridursi perché le donne in età riproduttiva passeranno da 12 a 8 milioni.

Popolazione dell’Italia in calo

In attesa dei dati del nuovo censimento, al 31 dicembre 2020, data di riferimento della terza edizione del Censimento permanente, la popolazione in Italia si attestava a 59.236.213 residenti, in calo dello 0,7% rispetto al 2019 (-405.275 individui). Un calo attribuibile prevalentemente alla dinamica demografica tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2020: infatti, il saldo dovuto al movimento demografico totale (saldo naturale più migratorio), desumibile dalle fonti anagrafiche, aveva fatto registrare 362.507 unità in meno.

Gli stranieri censiti sono risultati pari 5.171.894; l’incidenza sulla popolazione totale si attesta a 8,7 stranieri ogni 100 censiti. A fronte di una maggiore presenza della componente straniera rispetto al 2019, la popolazione italiana risulta inferiore di 537.532 unità.