Cashback spese sanitarie: il rimborso sarà immediato e arriverà nel conto corrente

6 Giugno 2022, di Massimiliano Volpe

Non si dovrà più attendere la dichiarazione dei redditi per scaricare le spese sostenute per l’acquisto di medicine e visite mediche grazie al nuovo cashback per le spese sanitarie. In futuro il rimborso del 19% dovrebbe essere immediato e arrivare direttamente sul conto corrente tramite “piattaforme telematiche diffuse”. È quanto prevede il nuovo cashback fiscale frutto dell’accordo politico governo-maggioranza di giovedì scorso. Per avere la versione definitiva della legge occorrerà però tempo. Il 14 giugno riparte l’esame in commissione Finanze alla Camera, in vista dell’approdo in aula il 20 giungo.

Attenzione a non confondere il nuovo cashback fiscale con l’omonima misura per il rimborso di Stato avviata nel 2020 dal governo Conte e poi sospesa da Draghi nel 2021. Oggi si parla infatti di rimborsi automatici sulle spese sanitarie mentre allora si faceva riferimento a un recupero del 10% della spesa, pagata attraverso strumenti digitali, fino a un massimo di 15o euro al mese.

Obiettivo del cashback spese sanitarie

L’obiettivo è semplificare il sistema dei rimborsi e tagliare i tempi per i versamenti ai contribuenti. Nella pratica anziché inserire le spese sanitarie — ad esempio gli acquisti di medicine in farmacia o le visite mediche — nella dichiarazione dei redditi, per poi attendere l’accredito del rimborso da parte dell’Agenzia delle Entrate, si ottiene un rimborso immediato sul conto corrente.

Per potere ottenere il rimborso immediato, il pagamento per i beni o i servizi sanitari dovrà essere effettuato con strumenti tracciabili. Il medico o il farmacista coinvolti dovranno comunicare all’anagrafe tributaria la volontà del contribuente di usufruire del cashback fiscale.

Cashback sanitario: governo al lavoro per la riforma

Resta ancora da capire come il governo procederà nell’attuazione della riforma. Si tratta infatti di un meccanismo solo in apparenza semplice perché presuppone un intervento del governo per disciplinare il passaggio dalla normativa precedente a quella prevista dalla delega.
L’esecutivo dovrà infatti prima lavorare al riordino delle riduzioni dei debiti d’imposta, le cosiddette tax expenditures, per recuperare i fondi persi con i tagli generalizzati d’imposta. Tutti elementi che andranno rivisti in questo nuovo sistema per i rimborsi automatici.