Pictet: il futuro si legge nei megatrend

28 Settembre 2018, di Alessandro Piu

Si può investire nei grandi mutamenti strutturali che modificano il mondo. Manuel Noia, country head di Pictet spiega a WSI come fare

Come sarà il mondo domani? “Di doman non c’è certezza” risponderebbe Lorenzo il Magnifico. Una risposta valida ancora più oggi in un’epoca dove il cambiamento è all’ordine del giorno. Prevedere il futuro è difficile,

Manuel Noia di Pictet AM

nessuno lo nega. Si possono però tracciare delle linee guida grazie ai megatrend, i mutamenti strutturali che hanno la maggiore probabilità di disegnare il mondo di domani e possono essere al tempo stesso delle grandi opportunità di investimento.

Pictet è stata pioniera in questo campo. Verso la fine degli anni ’90 ha lanciato, prima al mondo, un fondo dedicato al tema dell’acqua il Pictet-Water, al quale negli anni si sono aggiunte altre soluzioni di investimento. WSI ne ha parlato con Manuel Noia, country manager per l’Italia.

Dott.Noia, Pictet ha sempre prestato molta attenzione ai megatrend, quali sono quelli che seguite con più attenzione?

“Siamo molto attenti ai cambiamenti di natura geopolitica, economica, sociale e demografica e in generale alle sfide ambientali e di sostenibilità che il nostro pianeta deve affrontare.
Le società quotate giocano un ruolo fondamentale in ciascuno di questi ambiti. Per esempio le imprese che rispettano i criteri Esg – ambientali, sociali e di governance – hanno performance più elevate e stabili e riescono a finanziarsi a costi sensibilmente inferiori, anche del 20%. La nostra gamma di fondi tematici copre oltre una decina di questi megatrend”.

Negli ultimi anni alcuni fondi tematici non sono riusciti a dare le soddisfazioni che ci si aspettava. Come mai?

“Che l’approccio tematico sia un’ottima metodologia di investimento, capace di generare alpha, è dimostrato dai numeri. Bisogna però considerarlo su un orizzonte temporale congruo, che va dai 5 ai 7 anni. Per loro natura i megatrend manifestano tutto il loro potenziale di cambiamento e ovviamente di rendimento, per le aziende che li cavalcano nel lungo periodo. Più si accorcia l’orizzonte di investimento e più si aumenta la possibilità di incorrere in performance negative legate all’andamento ciclico di un determinato tema di investimento. È sempre possibile individuare un tema di investimento che fa meglio del mercato in una determinata fase (e complementariamente uno che fa peggio) ma non è facile. Per questa ragione noi proponiamo un modello di analisi dei nostri fondi tematici in funzione di indicatori di momentum aggiornati su base mensile e suggeriamo di optare per soluzioni a maggiore diversificazione come il Global Megatrend Selection o il Global Thematic Opportunities che, seppur mantenendo la ricerca di opportunità legate ai megatrend abbracciano più temi di investimento”.

State per lanciare nuovi fondi tematici?

“All’interno della Sicav Pictet stiamo lanciando un nuovo comparto tematico dedicato al megatrend dell’urbanizzazione e all’investimento nel futuro delle città: Pictet-SmartCity. Oggi più della metà della popolazione mondiale vive nelle città e tale percentuale è destinata a salire fino al 70% entro il 2050, soprattutto a causa del processo di inurbamento che sta già avvenendo con forza nei Paesi emergenti. Inoltre, le città sono diventate delle vere e proprie superpotenze economiche, contribuendo per circa l’80% al pil mondiale. Al tempo stesso sono responsabili dell’emissione di circa il 70% dei gas che causano l’effetto serra e il volume di rifiuti da loro generato dovrebbe triplicare da qui alla fine di questo secolo. Ecco perché le ‘nuove città’ saranno chiamate a migliorare la qualità della vita dei cittadini e a rendere sostenibile il megatrend dell’urbanizzazione, attraverso l’uso della tecnologia per gestire in maniera efficiente le risorse disponibili”.

Quali saranno i temi più caldi per l’ultima parte dell’anno?

“In un’ottica di investimento di lungo termine intendiamo puntare nuovamente i riflettori su alcuni dei nostri fondi tematici con maggiore potenziale inespresso finora, tra cui quelli legati agli stili di vita. Ad esempio, i fondi Pictet-Geo (Global environmental opportunities) e il fondo Pictet-Nutrition. Per gli investimenti con un orizzonte temporale più ridotto e quindi dettati da un’ottica più tattica, siamo convinti che il Pictet-Mago (Multi asset global opportunities) e il Pictet-Corto (Equity long/Short) siano le soluzioni ideali per investire col paracadute sui mercati da qui a fine anno, in un contesto di accresciuta incertezza e volatilità. Sul fronte obbligazionario vediamo delle opportunità sul mercato del reddito fisso cinese. Si tratta di titoli molto difficili da approcciare in una fase come l’attuale, a causa del sentiero già intrapreso di rialzo dei tassi negli Stati Uniti e delle sue ricadute sulle curve dei rendimenti obbligazionari di tutto il mondo. Mi riferisco al Pictet-Chinese Local Currency Debt, ovvero al comparto che investe nelle obbligazioni corporate cinesi onshore denominate in renminbi, fondo del quale parleremo nel prossimo roadshow autunnale dedicato ai consulenti italiani”.

E che cosa direte?

“Il mercato obbligazionario cinese è il terzo al mondo per dimensioni ma rappresenta meno del 2% del portafoglio degli investitori internazionali. Basterebbe questa considerazione per capirne l’enorme potenziale. Ma c’è di più. Le autorità di Pechino hanno deciso di eliminare le limitazioni agli investitori esteri, che potranno investire in un mercato che vale 11.000 miliardi di dollari Usa, anche per favorire l’inclusione dei bond nei principali indici obbligazionari mondiali. Nell’aprile 2019 Bloomberg inserirà le obbligazioni onshore in renminbi nel suo indice Global aggregate. Si stima che se altri provider di indici come J.P.Morgan e Ftse dovessero fare lo stesso, circa 286 miliardi di dollari Usa di capitale straniero potrebbero affluire in questa classe di attivi”.

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di settembre del mensile Wall Street Italia; leggi anche l’approfondimento sugli Advisory.