Fonte: istock
La sicurezza pensionistica a livello globale continua a essere sotto pressione. Inflazione persistente, invecchiamento demografico e un contesto economico incerto stanno rendendo sempre più complesso prepararsi a un futuro sereno dopo il lavoro. È quanto emerge dal Global Retirement Index (GRI) 2025 di Natixis Investment Managers, che fotografa la situazione previdenziale di 44 Paesi attraverso 18 indicatori di performance legati a finanze, salute, qualità della vita e benessere materiale.
La classifica mondiale: Norvegia al vertice, Germania unica “big” in top ten
Quest’anno è la Norvegia a guidare l’indice con un punteggio dell’83%, seguita da Irlanda (82%) e Svizzera (81%), che perde il primato conquistato nel 2024. Bene anche la Danimarca, che sale dal 9° al 5° posto, mentre la Slovenia entra per la prima volta nella top ten.
Tra i grandi Paesi sviluppati, solo la Germania riesce a mantenere la propria posizione tra i primi dieci (8° posto), grazie soprattutto a buone performance in salute e qualità della vita. Al contrario, la Francia esce dalla top 25, scivolando al 27° posto.
Italia: progressi su benessere materiale e aspettativa di vita
L’Italia si colloca al 29° posto, guadagnando due posizioni rispetto allo scorso anno. Il punteggio complessivo resta stabile, ma il Paese mostra segnali incoraggianti sul fronte del benessere materiale (27° posto, +5 posizioni) e della salute. In particolare, l’aspettativa di vita porta l’Italia all’8° posto mondiale, beneficiando del graduale superamento degli effetti della pandemia.
Più in chiaroscuro i risultati sulla qualità della vita, che scende al 24° posto, pur con buone performance in acqua e servizi igienico-sanitari (9° posto) e fattori ambientali (19°). Peggiorano invece gli indicatori relativi a biodiversità, qualità dell’aria e habitat.
Il punto più critico rimane il sottoindice finanze, dove l’Italia si conferma al 40° posto, frenata da un’elevata pressione fiscale (42°), dal forte indebitamento pubblico (41°) e dalla crescente dipendenza degli anziani (41°).
Le sfide strutturali: giovani e sostenibilità del sistema
L’invecchiamento della popolazione, unito a disoccupazione giovanile ed emigrazione, rappresenta la principale minaccia per la sostenibilità del sistema previdenziale. , la sicurezza pensionistica è una “responsabilità condivisa” che deve coinvolgere governi, individui, datori di lavoro e asset manager. Ma in Italia la combinazione tra alto debito pubblico e calo demografico rischia di alimentare un circolo vizioso difficile da spezzare.
Se i dati macroeconomici raccontano un sistema fragile, le percezioni degli individui non sono più rassicuranti. Secondo il Natixis Survey of Individual Investors 2025, il 43% degli intervistati ritiene che per ottenere una pensione sicura servirà un “miracolo”.
I rischi principali sono quattro:
- inflazione, che secondo il 69% ha già eroso il valore futuro dei risparmi;
- risparmio insufficiente, con il 25% convinto di non riuscire mai a mettere da parte abbastanza;
- pressione sui sistemi pensionistici, con un terzo degli investitori che teme tagli ai benefici statali;
- invecchiamento demografico, che nei Paesi Ocse porterà il rapporto tra over 65 e popolazione attiva dal 32,5% del 2024 al 59,3% entro il 2050.
Come osserva Marco Barindelli, Country Head Italy Wholesale Distribution di Natixis IM:
Le pressioni sulla previdenza a livello globale sono innegabili e i risultati dell’indice sottolineano l’importanza di una pianificazione proattiva in tutti gli ambiti per tutelare il futuro dei pensionati. I governi di tutto il mondo stanno già rispondendo a queste sfide adottando diverse misure per rafforzare i sistemi pensionistici, offrire una maggiore scelta e garantire una solida protezione dei consumatori. Tuttavia, la sicurezza pensionistica è una responsabilità condivisa dove individui, governi, asset manager e datori di lavoro hanno tutti il proprio compito”.