Pensioni: governo prepara il lancio di fondo complementare pubblico

27 Settembre 2019, di Mariangela Tessa

Il Governo sta studiando la creazione di un fondo di previdenza complementare pubblico da costituire presso l’Inps e la riforma potrebbe essere messa in campo già con la legge di bilancio per il 2020. Lo ha detto il presidente dell’Istituto, Pasquale Tridico, intervistato ieri in un Forum ANSA.

 “I fondi di previdenza complementare hanno una scarsa adesione, hanno un’adesione ciclica, permettono a chi è già ricco di avere forme complementari ulteriori e allocano la maggior parte dei fondi all’estero, con investimenti in altri Paesi. Il ministero ci ha chiesto una valutazione sulla possibile nuova riforma e stiamo pensando alla creazione di un fondo complementare pubblico. Sarebbe con adesione volontaria e gestito dall’Istituto” ha spiegato Tridico.

L’obiettivo, quello di permettere di cumulare i contributi versati nei due fondi (anche quello obbligatorio) per coprire gli eventuali buchi contributivi e avere una pensione di garanzia. Previsto anche un coinvolgimento di Cdp.

“Chiunque si potrebbe iscrivere e si potrebbe studiare una defiscalizzazione per le persone più svantaggiate” ha poi aggiunto

L’ipotesi non trova d’accordo i sindacati. La Cgil ha parlato di ipotesi “singolare e insidiosa” e ha chiesto al ministero del Lavoro di aprire prima un confronto con le parti sociali. Ancora più tranchant è stata la Uil che con il segretario confederale
Domenico Proietti ha parlato di un’idea “sbagliata e inutile”.

Al momento ai fondi di previdenza complementare sono iscritte 7,9 milioni di persone in 398 fondi (251 dei quali preesistenti la riforma e 33 negoziali).

Non è la prima volta che si parla di una forma di previdenza complementare pubblica gestita dall’Inps. Tridico aveva già tirato fuori l’argomento lo scorso luglio, nel corso della lettura del suo primo Rapporto annuale. In quell’occasione, il numero uno dell’INPS aveva sottolineato  che “nel 2018 i fondi pensione gestivano risorse per 167,1 miliardi, pari al 9,5% del Pil molti dei quali investiti all’estero. La sfida del fondo Inps dovrà dunque essere quella di aumentare il numero delle adesioni attraverso la costituzione di una valida alternativa ai fondi privati, ma anche quella di aumentare gli investimenti diretti nel nostro Paese”.