Paradisi fiscali: le black list si accorciano. Ecco cosa cambia

7 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Si accorciano gli elenchi dei paesi considerati black list dal fisco italiano. Secondo quanto riporta il Sole 24 Ore, sono in dirittura d’arrivo due decreti che assottigliano la lista degli stati considerati fino a oggi considerati paradisi fiscali: il primo riguarda l’indeducibilità dei costi, ossia lo sgravio delle spese sostenute per le attività svolte all’estero; il secondo regolamenta le cosiddette Cfc, ossia sulla tassazione delle società controllate estere.

In base al nuovo decreto sull’indeducibilità dei costi, stando al quotidiano economico, escono fuori dalla black list Singapore, Emirati Arabi Uniti, Mauritius e Costarica, Gibilterra, Guernsey, Herm, Isola di Man, Isole Cayman, Isole Turks e Caicos, Isole Vergini britanniche. Nella stessa lista, resteranno nel complesso meno di 50 paesi, tra cui Hong Kong, Montecarlo (con l’esclusione delle società che producono almeno il 25% del fatturato all’estero) e Liechtenstein.

Per quanto riguarda invece l’altra black list, ovvero quella che riguarda le società controllate estere, escono Filippine, Malaysia e Singapore. Questi paesi, infatti, oltre ad avere un accordo con l’Italia sullo scambio di informazioni, applicano un regime generale di imposizione non inferiore al 50% di quello applicato nel nostro Paese.

Discorso a parte per la Svizzera che – come si legge sul Sole 24 ore “rimarrà nell’elenco black list sull’indeducibilità dei costi soltanto per quanto riguarda le società non soggette alle imposte cantonali e municipali, come le holding, le ausiliarie e quelle di domicilio”. (mt)

Fonte: Il Sole 24 Ore