Le vendite di orologi svizzeri all’estero hanno registrato un lieve calo nel 2025, interrompendo in parte la fase di crescita dei due anni precedenti. Secondo i dati diffusi oggi dalla Federazione dell’Industria Orologiera Svizzera (FH), l’export complessivo ha totalizzato 25,6 miliardi di franchi, segnando una flessione dell’1,7% rispetto ai 26 miliardi del 2024. Una contrazione che segue il rallentamento già registrato lo scorso anno, dopo i record del 2023.
Mercati in calo: Asia e Cina trainano la flessione
Il contributo principale al risultato negativo è arrivato dai mercati asiatici. Le esportazioni verso la Cina sono diminuite del 6,8% a dicembre, con un calo accumulato del 12,1% su base annua, mentre Hong Kong ha registrato un -8,0% nel mese e un -6,5% nei dodici mesi. In totale, il continente asiatico ha visto le vendite di orologi svizzeri contrarsi del 3,8%. “Il 2025 è stato caratterizzato da notevole incertezza e condizioni di mercato più difficili”, ha spiegato la FH, sottolineando l’impatto del franco forte e dei prezzi dell’oro ai massimi storici, fattori che hanno pesato sui costi di produzione e sulla competitività internazionale.
Stati Uniti e inversione di tendenza a dicembre
Nonostante la flessione generale, a dicembre si è osservata una inversione di tendenza. Le esportazioni totali del mese hanno raggiunto 2,1 miliardi di franchi, in crescita del 3,3% su base annua. A guidare il recupero sono state le vendite verso gli Stati Uniti, che hanno registrato un aumento del 19,2% a dicembre, dopo un lieve calo dello 0,5% sull’intero anno. Questo cambio di passo è legato alla riduzione delle tariffe doganali imposte dall’amministrazione statunitense alla Svizzera, passate dal 39% al 15% a novembre.
In Europa, le esportazioni di orologi svizzeri sono rimaste sostanzialmente stabili, con un leggero -0,3% su base annua. La Francia ha mostrato una dinamica positiva (+1,3% annuo, con un eccezionale +50,8% a dicembre), mentre l’Italia ha registrato un -0,5% e la Germania un -6,8%, contribuendo al raffreddamento complessivo del mercato europeo.
Analizzando le varie categorie di orologi, emerge un quadro diversificato: i modelli dal costo superiore ai 3.000 franchi hanno registrato una contrazione dell’1,9%, mentre quelli sotto i 500 franchi hanno subito un calo più marcato del 4,5%. La fascia intermedia, tra 500 e 3.000 franchi, ha invece mantenuto una stabilità di fatto, confermando una domanda resiliente per i segmenti più accessibili.
Le previsioni per il 2026
Guardando al futuro, la FH prevede un 2026 caratterizzato dalla stabilità, al netto di condizioni di mercato ancora incerte. Sebbene si siano registrati segnali positivi negli Stati Uniti grazie alla riduzione dei dazi, permangono preoccupazioni sulla loro futura evoluzione. Il mercato cinese, invece, non mostra segnali di ripresa rapida, continuando a rappresentare una fonte di incertezza per le esportazioni elvetiche.
In sintesi, il 2025 conferma come il settore orologiero svizzero resti sensibile a fattori macroeconomici globali, oscillazioni valutarie e politiche commerciali internazionali, con la necessità di adattarsi a mercati sempre più volatili e diversificati. Nonostante il leggero calo, la resilienza del comparto, in particolare nella fascia di prezzo intermedia, lascia aperte prospettive positive per il medio termine.