di Morgane Delledonne (Global X)

Recessione Usa? 3 strategie per affrontare i possibili scenari

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Non sembra esserci consenso tra gli investitori sul rischio di una recessione negli Usa, sulla sua eventuale gravità e su quando i mercati torneranno a salire. In questo contesto di incertezza, proviamo ad analizzare le implicazioni di tre possibili scenari: recessione evitata, lieve o grave.

Recessione evitata, puntare sui titoli growth

Molti investitori azionari vedono avvicinarsi un bull market, basato su un’ipotesi ottimista in cui la Fed arginerà l’inflazione provocando solo un rallentamento modesto della crescita economica, degli utili e dell’occupazione. In effetti, la tenuta dell’economia mentre si avvicina la fine del ciclo restrittivo riduce il rischio di un crollo degli utili nel primo trimestre, sostenendo i titoli Usa Le solide performance da inizio anno del settore Finanziario, Industriale e dei Materiali sono incoraggianti, poiché i settori ciclici tendono invece a calare in vista di un’imminente recessione. In generale, un primo semestre forte sembra possibile, visti i continui miglioramenti dell’inflazione e la tenuta del mercato del lavoro. L’inflazione globale dovrebbe inoltre continuare a diminuire, grazie al calo dei prezzi del petrolio e delle materie prime e al rallentamento dell’economia globale.

A parità di condizioni, in questo scenario ci aspettiamo una graduale rotazione verso i titoli growth, sostenuti da un rallentamento della stretta monetaria nei mercati sviluppati, dalla maggior spesa pubblica in infrastrutture, tecnologia ed energia pulita, da valutazioni interessanti in alcuni settori tech e da un dollaro statunitense più debole.

In Cina una serie di fattori – tra cui l’allentamento delle restrizioni Covid – hanno favorito verso la fine del 2022 il rimbalzo dei titoli azionari cinesi con valutazioni interessanti. Più in generale, il rimbalzo ha migliorato il sentiment degli investitori sui mercati emergenti. Alcune materie prime, come il rame, potrebbero inoltre beneficiare del miglioramento dell’economia cinese ed essere sostenute da venti strutturali, in quanto componenti fondamentali per le tecnologie dell’energia pulita e dell’elettrificazione.

Recessione lieve, sfruttare la volatilità con le strategie covered call

Date le aspettative di rallentamento della crescita globale, in uno scenario di lieve recessione gli investitori potrebbero considerare un approccio più sfumato nei confronti delle azioni: ad esempio, le strategie covered call, che beneficiano di mercati in lento rialzo o in lateralizzazione. Il reddito potenziale raccolto dalle covered call potrebbe essere particolarmente interessante per aggiungere rendimenti da dividendo in un contesto di tassi d’interesse più elevati.

Un caso studio può essere rappresentato dalle Big Tech, che sono sempre più sottoposte a controlli da parte delle autorità di regolamentazione per evitare che diventino troppo dominanti. Un potenziale inasprimento delle normative potrebbe rallentare i tassi di crescita di queste grandi aziende; inoltre, i rendimenti dei Treasury continuano a crescere mentre la Fed restringe le condizioni monetarie, il che potrebbe portare a maggior volatilità e a rialzi più contenuti dei principali titoli tech, quotati nell’indice Nasdaq 100.

In questa situazione, gli investitori potrebbero attuare una strategia che si concentri sulla generazione di reddito, beneficiando al contempo dell’aumento della volatilità: ad esempio, acquistando l’indice Nasdaq 100 per poi vendere opzioni call sull’indice stesso. Questa strategia di covered call limita il potenziale rialzo, ma genera reddito raccogliendo i premi derivanti dalla sottoscrizione delle opzioni. Nei mercati volatili, i premi delle opzioni tendono ad essere più alti, per cui le strategie di covered call tendono a dare il meglio proprio nei mercati incerti o laterali.

Recessione grave, difendersi con le strategie collar e protective put

La curva dei rendimenti dei Treasury rimane profondamente invertita, il che di solito è un segnale di recessione all’orizzonte. A seconda del livello di convinzione sulla probabilità di una forte recessione degli Stati Uniti, le strategie potrebbero variare. Gli investitori convinti di un imminente bear market probabilmente vorranno ridurre l’esposizione alle azioni Usa. Quelli più incerti potrebbero preferire un approccio più moderato, con strategie che offrono protezione dai ribassi in cambio di un certo rialzo, come le strategie collar. Le strategie collar prevedono di acquistare un’attività, come un’azione, per poi sovrapporre l’acquisto un’opzione put out-of-the-money (OTM) e la vendita di un’opzione call OTM sulla stessa attività. Le strategie collar combinano dunque efficacemente la struttura di payoff di una protective put con una covered call.

In alternativa, le strategie di protective put cercano appunto di porre un limite alle perdite potenziali. Una protective put consiste nell’acquisto di un titolo, abbinato con l’acquisto di un’opzione put sullo stesso titolo. Un’opzione put conferisce all’acquirente il diritto, ma non l’obbligo, di vendere un azione a un prezzo predeterminato entro uno specifico periodo di tempo. In cambio del pagamento di un premio per l’acquisto di un’opzione put, l’investitore possiede un contratto che può aumentare di valore in caso di ribasso del titolo sottostante. Queste strategie consentono agli investitori di rimanere investiti in azioni riducendo al contempo i beta azionari.