Natixis IM: non siamo ancora fuori dal tunnel

7 Luglio 2020, di Esty Dwek (Natixis IM) 

Guardando ai dati economici più recenti, sembra la fase peggiore sia ormai alle nostre spalle. Tuttavia, la ripresa sarà scaglionata e lenta, e ci vorrà molto tempo per tornare ai livelli pre-crisi. Il rimbalzo iniziale dal periodo di lockdown è evidente, ma i dati rimangono al di sotto dei livelli di inzio anno.

Inoltre, secondo le stime più diffuse, il PIL della maggior parte delle principali economie potrebbe non tornare ai livelli registrati nel 2019 prima del 2022. Ciononostante, i mercati si sono agganciati ai dati “meno negativi del previsto” per continuare a marciare, anche se sembra siamo adesso entrati in una fase di consolidamento.

In primo luogo, mentre la fase di riapertura è stata finora gestita con il virus per lo più sotto controllo in Asia e in Europa, un certo numero di Stati americani sta registrando un incremento dei casi, inducendo il timore di una seconda ondata e un secondo lockdown. Continuiamo a pensare si tratti di picchi specifici di determinate aree, tuttavia rimane il rischio legato al flusso di notizie che potrebbe agitare i mercati. Mentre ci avviciniamo ai dati del secondo trimestre e alla stagione delle trimestrali, va avanti il rischio di delusione dato che i mercati stanno prezzando il prezzo in una ripresa a forma di V, che difficilmente si materializzerà senza fasi di stallo.

Ma i mercati stanno prezzando anche buone notizie

Infine, molte buone notizie sono state già prezzate, facendo intuire che per un prossimo passo in avanti potrebbero essero necessarie ulteriori novità positive. Per questo motivo, continuiamo all’insegna della prudenza e non crediamo sia il momento di diventare troppo aggressivi a livello di esposizioni. Mentre la volatilità potrebbe nuovamente crescere sui mercati azionari, ci aspettiamo un andamento in linea da parte del reddito fisso grazie al supporto, di fatto illimitato, esercitato delle Banche centrali.

Gli spread di credito hanno continuato la ripresa e se da un lato potrebbero stabilizzarsi prima di riprendere il loro percorso di restringimento, dall’altro vediamo ancora un potenziale di compressione nel medio periodo. Manteniamo una preferenza per il credito investment grade rispetto all’ High Yield, dove ci sono ancora rischi.

Vediamo opportunità nel debito degli emergenti, in particolare sul fronte societario che registra una volatilità inferiore e trae vantaggio anche di un’inclinazione più verso l’Asia che l’America Latina, regione ancora tormentata dalle sfide pandemiche. Ci aspettiamo che i rendimenti sovrani rimangano entro un ampio intervallo e crediamo che le Banche centrali riusciranno a mantenere i rendimenti contenuti per un certo periodo di tempo per sostenere gli sforzi di stimolo governativi. Vediamo anche un supporto a favore dell’oro, sostenuto da abbondante liquidità e da tassi di interesse molto bassi per un lungo periodo di tempo. Continuiamo inoltre a cercare strategie alternative meno liquide per contribuire alla diversificazione nel lungo periodo.

Mercati azionari: ripresa, consolidamento e rischio in portafoglio, con uno sguardo all’estremo Oriente

I mercati azionari hanno continuato a salire sulla base di risultati economici in miglioramento e delle aspettative di una ripresa a V, dato che ora sembriamo essere entrati in una fase di consolidamento. Ciononostante, riteniamo il potenziale di ribasso sia ormai più contenuto, dato l’ampio numero di investitori che hanno mancato il rimbalzo, quanti rimangono bearish e quanta liquidità sia rimasta ai margini. Insieme alle significative misure di stimolo e alla liquidità, è probabile che le correzioni vengano acquistate. Detto questo, rimaniamo prudenti e crediamo che sia troppo presto per dosi significative di rischio ai portafogli.

Riteniamo gli asset europei possano continuare a recuperare terreno nei confronti degli Stati Uniti nel breve termine e mantenere una certa esposizione ai financials del Vecchio Continente che dovrebbero trarre vantaggio dall’allentamento delle misure di confinamento e da ulteriori integrazioni grazie alla proposta del Recovery Fund. Rimaniamo sottopesati sui mercati emergenti, ma conserviamo una preferenza per la regione asiatica emergente.

Reddito fisso, meglio Investment Grade (in Europa e Usa) che High Yield. Opportunità sul debito emergente

Anche se immaginiamo una certa difficoltà nel corso dei prossimi mesi, manteniamo la nostra visione a medio termine e cerchiamo di costruire gradualmente posizioni a più lungo termine. I mercati obbligazionari continuano a registrare un buon andamento grazie agli interventi delle Banche centrali, mantenendo i rendimenti sovrani entro un ampio intervallo. Ci aspettiamo che questa tendenza vada avanti e che i rendimenti rimangano stabili, ma conserviamo una posizione leggermente sottopesata nei confronti dei titoli di Stato, con una preferenza per il mercato del credito.

Riteniamo che gli spread dei peripherals possano continuare a restringersi man mano che l’Europa uscirà dalla crisi e che la prospettiva di un’emissione da parte della Commissione Europea dovrebbe fornire un ulteriore impulso. Siamo sovrappesati sul credito investment grade statunitense ed europeo, ma rimaniamo più cauti sul segment dell’High Yield, dato che il rischio di default non è superato. Inoltre, è probabile che le Banche centrali contribuiscano a proteggere l’investment grade piuttosto che l’High Yield.

Non mancano le opportunità sul debito emergente, in particolare sul fronte corporate in valuta forte, di norma meno volatile e meno esposto all’America Latina. Immaginiamo anche che le valute degli emergenti dovrebbero trarre vantaggio dall’indebolimento del dollaro, ma all’interno di un contesto troppo volatile a fronte di un contesto economico sfavorevole.

Le vlute degli emergenti dovrebbero avvantaggiarsi dell’indebolimento del dollaro

Il dollaro sembra in fase di stabilizzazione dopo la recente flessione, ma potrebbe continuare a perdere punti di pari passo con l’allentamento della stretta di liquidità vista a marzo e l’incremento della propensione al rischio. Ciononostante, ci aspettiamo mantenga un certo supporto sottostante. La sterlina potrebbe andare incontro a maggior volatilità sulla scia di una gestione non corretta della crisi e il revival dei timori legati ad uno scenario di Hard Brexit. Le valute degli emergenti dovrebbero trarre vantaggio dall’indebolimento del biglietto verde, ma i rischi idiosincratici permangono e ci attendiamo una certa dose di volatilità.

Oro e petrolio al rialzo

I prezzi del petrolio si sono ripresi dai minimi, ma è probabile che rimangano zavorrati dal continuo eccesso di offerta e della lenta ripresa della domanda. Nel medio termine, i prezzi dovrebbero rimbalzare ulteriormente man mano che l’offerta e la produzione troveranno un punto di equilibrio. L’oro dovrebbe continuare a vedere la domanda sottostante come il classic porto sicuro.

Liquid alternative e Real asset per diversificare e non solo

Continuiamo a vedere margine per le strategie alternative nei portafogli, mentre cerchiamo di de-correlare e diversificare per integrare le asset class tradizionali, in particolare con liquid alternative e real asset.