Investitori retail, attivi e ora anche sofisticati

15 Novembre 2022, di Emanuela Manor (eToro)

Negli ultimi anni si è assistito a un forte aumento della partecipazione dei piccoli investitori ai mercati finanziari. Questa tendenza ha trovato nella pandemia un forte elemento propulsore e non si è affievolita con la riapertura dell’economia e il ritorno alla normalità.

Troviamo riscontro guardando, ad esempio, alla crescita del numero di utenti che hanno scelto di unirsi alla community di investimento di eToro dal 2019 ad oggi. A fine 2019, la base utenti della piattaforma di social investing era di poco più di 12 milioni. Oggi, invece, si contano più di 30 milioni di persone, ovvero un tasso di crescita di oltre il 140%. Inoltre, secondo i dati dell’ultimo Retail Investor Beat (RIB), sondaggio trimestrale condotto da eToro a livello globale su 10 mila investitori, non necessariamente utenti della piattaforma, nel terzo trimestre 2022 circa il 25% degli intervistati ha dichiarato di aver iniziato ad investire negli ultimi due anni; numeri che danno un segnale importante.

Oltre alla maggiore presenza degli investitori retail, ciò che si nota è un aumento della diversificazione, sia a livello di asset class che a livello di strumenti. Le strategie stanno diventando più sofisticate, fattore che denota un impegno da parte degli investitori nell’approfondire la propria comprensione delle dinamiche alla base dei mercati e delle alternative a cui possono avere accesso per investire. La fotografia del terzo trimestre 2022 scattata dal RIB riporta un profilo di investitore che guarda oltre azionario e obbligazionario e che esplora il comparto delle materie prime (37%), delle valute (27%) e degli investimenti alternativi (40%).

Inoltre, nonostante la tendenza sia quella di adottare una corretta visione di lungo termine, con movimentazioni del portafoglio sporadiche, a cadenza annuale o decennale, la recente volatilità del popolare settore tecnologico statunitense, innescata da bilanci trimestrali in chiaroscuro, ha rivelato investitori retail intraprendenti nel cogliere l’occasione. I dati raccolti da eToro sulle decisioni prese dai suoi utenti dal 24 al 28 ottobre mostrano, infatti, un deciso aumento nel numero dei clienti che hanno sono andati short sulle big tech americane. I membri della community che hanno aperto posizioni ribassiste su Alphabet sono aumentati del 143% rispetto alla settimana precedente (+60% rispetto alla media del 2022), quelli su Amazon del 150% (+46% vs. 2022), mentre a scommettere al ribasso su Microsoft sono stati il 158% in più (+57% vs. 2022). Ancor più severo il giudizio su Meta, con i clienti che si sono posizionati short che sono triplicati (+309% rispetto alla settimana precedente; +134% vs. 2022).

In passato, gli investitori retail avrebbero potuto decidere di evitare i mercati in queste condizioni. Invece hanno deciso di trarne vantaggio. E non è l’unico esempio: il mese scorso, un gran numero di utenti eToro ha shortato l’euro contro il dollaro, in seguito alla combinazione di rialzi dei tassi della Bce e di una Fed che continuava a essere falco, spingendo al ribasso il valore dell’euro; e la sterlina contro il dollaro, sfruttando lo sfortunato mini-bilancio e le turbolenze al numero 10 di Downing Street. Un investitore retail più attivo e sofisticato. Due tratti che non possono prescindere da un serio lavoro personale per l’approfondimento della propria cultura finanziaria; unica condizione che permette di raggiungere una maggiore consapevolezza.