Gam: Sfruttare il divario tra vincitori e vinti della crisi Covid-19

12 Maggio 2020, di Gianmarco Mondani (Gam)

Dopo un serio colpo per la ricchezza a livello globale, gli alti livelli di debito delle società dovranno scendere causando un prolungato periodo di bassa crescita. In linea generale, le società quotate hanno riportato utili sui massimi negli ultimi anni e ora stanno emettendo profit warning, non sono in grado di fornire una guidance e stanno tagliando i dividendi in maniera massiccia o addirittura molte li hanno sospesi.

In questo periodo, i titoli azionari dovrebbero essere attraenti solo come sostituto di quel rendimento che le obbligazioni più sicure non sono in grado di fornire – i rendimenti dovrebbero essere sottotono nel migliore dei casi.

Tuttavia, nei momenti di crisi si aprono interessanti divari tra le società. Come abbiamo visto nel 2001-2002, nei due anni successivi alla crisi i titoli ad avere mancato il rialzo sono gli ex leader che sono stati fortemente impattati dal contesto in quanto la crisi riguardava il loro settore di riferimento.
Allo stesso modo, dopo il 2008-2009, dove la crisi era di natura finanziaria, sono state le banche e i financial a essere interessati da questa stessa evoluzione. E oggi appare evidente che travel e hospitality non saranno i vincitori della prossima fase di mercato.

Quanto agli indicatori di rischio, non vi è nessun segnale di una svolta dell’attività economica. Le deboli condizioni del ciclo mettono sotto pressione gli utili e con la pesante caduta dei corsi azionari i mercati stanno iniziando a scontare una recessione.

Inoltre, lo short ban in mercati più importanti – come Italia, Spagna e Francia – ma anche nei più piccoli – come Belgio, Grecia, Austria – unito a pesanti deflussi e alla riduzione di esposizione lorda hanno causato movimenti nei prezzi totalmente imprevedibili. Tuttavia, i divieti sulle posizioni short non ci hanno destabilizzato in primo luogo perché le precedenti posizioni short vengono conservate e poi perché queste decisioni sono temporanee e hanno una scadenza. Può diventare una sfida se il divieto sarà mantenuto per molto tempo, ma ci sono mercati molto liquidi – come Germania e Gran Bretagna – che restano aperti; dunque abbiamo un universo molto ampio a disposizione.

Da un punto di vista macro, l’indice Ifo tedesco è in declino, i dati Usa di aprile saranno anche peggiori della lettura di marzo, mentre le commodity stanno scendendo, come le attese sugli utili futuri in Europa; solo fino a due mesi fa, le stime prevedevano un 10% oltre il 2019, mentre ora le attese per il 2020 sono di un declino pari al 20% mentre si prospetta il raggiungimento della parità con il 2019 nel 2021, cosa che appare troppo ottimista.

Inizialmente la rapidità del deterioramento dell’attività economica ci ha sorpreso. Molti titoli puramente difensivi hanno perso questa connotazione nel corso dell’attuale crisi, in cui i punti vendita sono completamente chiusi e molte società devono fronteggiare ricavi a zero. La maggior parte delle posizioni long che avevamo identificato non potranno godere di una revisione positiva degli utili e in molti casi registreranno severi downgrade. Abbiamo quindi proceduto prontamente ad una riduzione drastica dell’esposizione lorda del fondo, con un raggruppamento del posizionamento long attorno a società in grado di produrre una revisione positiva – o evitarne una negativa – nonostante le attuali difficoltà.

Per esempio? I vincitori nel tech durante questa crisi, le società in forte crescita o che beneficiano di bassi costi degli input, quelle che hanno dato prova di resilienza nei settori del food, delle proteine e legal, oltre ai servizi con forte visibilità sugli utili. Invece, per un posizionamento short, si segnalano le società con bilanci precari e utili in picchiata, o che hanno di fronte a sé un lungo percorso verso la ripresa a causa di una base clienti fortemente compromessa, e naturalmente quelle vittima dei cambiamenti strutturali.

Lo sfruttamento della differenza tra vincitori e vinti della crisi coronavirus può consentire di avere risultati positivi anche durante le correzioni di mercato. Come nel 2001-2002 e nel 2008-2009, questi fattori rendono una strategia attiva, che può fornire rendimenti assoluti sulla base dell’alfa in ogni condizione di mercato, uno strumento essenziale per l’attuale contesto.