Frame AM: ecco perché non credo più nel Flight to quality

17 Settembre 2019, di Michele De Michelis (Frame Am)

Proveniamo da un mese di agosto in cui  il decennale della Confederazione ha superato l’1,1% di rendimento netto negativo, mentre il Bund si è ” limitato” a lambire i 75 punti basi negativi. Ma il dato specifico che mi ha lasciato veramente senza parole è stato il prezzo di emissione dello zero coupon tedesco scadenza 15 agosto 2050. Ovvero 103.61.

Sembrerebbe uno short perfetto, così come lo sembrava anche quando i tassi erano negativi di 25 punti base. Ma, come insegna Keynes, i mercati possono rimanere irrazionali per più tempo di quanto noi si possa rimanere solvibili. Oggi questo eccesso sembra essere un pò rientrato, cosa strana peraltro, visto che Draghi ha detto che ripartiranno con Il QE di 20 miliardi al mese, tipico esempio di ” buy on rumors and sell on news”.

Tutta questa premessa per dire che è veramente difficile trovare la giusta allocazione al denaro che ci viene affidato e che sempre di più bisogna avere un atteggiamento agnostico perché con le previsioni e le grandi convinzioni si rischia di farsi male.

In un ambiente ” tossico ” come questo, non mi stupisce che l’oro continui a svolgere un ottimo lavoro di protezione e quindi consiglio di continuare a tenerne una porzione in portafoglio . Oltre a questo, avendo registrato il calo  repentino che ha recentemente colpito le cosiddette  growthstocks a favore delle value (che erano state dimenticate ormai da tutti). riprendendo un suggerimento di qualche mese fa, manterrei titoli di valore in portafoglioin un’ottica di protezione da eventuali correzioni improvvise.

Chi legge i miei commenti mensili sa che cerco la protezione molto di più nelle correlazioni negative tra le varie asset class piuttosto che nei bond governativi, perché non credo più nel flight to quality. Anzi, il mio incubo è rappresentato dagli spike improvvisi della volatilità dove tutte le asset class tradizionali scendono insieme lasciandoti la sensazione di trovarti di fronte ad uno tsunami che in un attimo distrugge la performance che ti sei creato piano piano per mesi.

Perché non bisogna dimenticarci che, benchè il 2019 registri performance positive praticamente ovunque, gli ultimi tre mesi del 2018 sono stati drammatici e la maggior parte degli investitori entrando nel nuovo anno chiedeva di rischiare il meno possibile (mentre ora non capiscono perchè i loro portafogli non guadagnino il 15%, come se fosse scontato rimanere pienamente investiti suirisky asset che continuano a salire.)

Concludo con una piccola considerazione finale sull’operato della BCE. Credo che a  questo punto le cartucce rimaste da sparare siano veramente poche  (forse manca l’acquisto di ETF azionari e di Real Estate), però il messaggio che ha voluto dare Draghi è stato chiaro anche se l’ha già rimarcato troppe volte e il primo ad aver perso le speranze è il sottoscritto.

“Adesso tocca a voi cari governi europei. Dal momento che le politiche monetarie hanno dimostrato tutti i loro limiti, perchè non iniziate a provare incentivando nuove politiche fiscali?”